Arresti a Prima Porta per due pusher che nascondevano la droga in auto con una calamita che consentiva di occultare le dosi di cocaina sulla parte inferiore del telaio.
Arresti a Prima Porta per gli occupanti di una vettura in cui erano state ingegnosamente nascoste diverse dosi di cocaina
La Polizia di Stato ha inferto un duro colpo al traffico di droga smascherando un sistema estremamente sofisticato per far viaggiare la cocaina in direzione delle piazze dello spaccio.
La lotta al narcotraffico nella capitale compie continui salti di qualità in cui l’ingegno criminale si scontra con la prontezza degli investigatori.
Nel mirino dei Falchi della Squadra Mobile, questa volta, sono finiti un 43enne e un 62enne, entrambi di nazionalità italiana, attivi nel quartiere situato a nord della capitale.
I movimenti sospetti dei due avevano attirato l’attenzione degli agenti che, dopo un’attenta attività di osservazione, hanno deciso di intervenire, intimando l’alt all’autovettura su cui viaggiavano.
Quello che poteva sembrare un controllo di routine si è trasformato nella scoperta di un nascondiglio davvero insolito.
Ai poliziotti della pattuglia non è sfuggito un dettaglio cruciale: la droga non era celata all’interno dell’abitacolo, ma sotto il telaio della vettura a cui la droga era stata fissata tramite l’utilizzo di calamite invisibili a occhio nudo, sia per rendere la cocaina facilmente recuperabile ma, al contempo, impossibile da intercettare a una normale perquisizione.
Una volta smascherato il raffinato stratagemma, gli agenti hanno recuperato un totale di 17 dosi di cocaina già confezionate e pronte per essere immesse sul mercato al dettaglio.
Per la coppia è immediatamente scattato l’arresto con l’accusa di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. La misura cautelare è stata successivamente convalidata dall’Autorità giudiziaria.
L’operazione sottolinea una volta di più la continua escalation dei sistemi congegnati per sfuggire ai controlli operati su strada dalle forze dell’ordine.
E’opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata ovvero rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.


















