Ci sono luoghi che, anche quando sembrano silenziosi o dimenticati, custodiscono storie, bellezza e memoria. La Chiesa di San Michele Arcangelo, nel cuore antico di Montecelio annesso al museo archeologico Lanciani, è uno di questi. Ed è proprio da qui che nasce un progetto speciale: l’apertura della Sala espositiva d’arte sacra monticellese, un piccolo ma prezioso museo temporaneo che vuole raccontare – e salvaguardare – una parte fondamentale dell’identità del nostro paese.
Nella suggestiva Chiesa di San Michele Arcangelo, un’esposizione per dare nuova vita al patrimonio sacro del borgo antico di Guidonia
L’iniziativa è promossa con grande impegno dalla Venerabile Confraternita del Santissimo Sacramento, con l’obiettivo di dare nuova vita e visibilità a tanti oggetti d’arte e manufatti sacri che, nel corso del tempo, sono stati spesso dimenticati, nascosti in sacrestie o locali non accessibili, e in alcuni casi purtroppo anche danneggiati o persi.
Perché una sala espositiva a Montecelio?
Chi conosce bene Montecelio sa quanto sia ricco il suo patrimonio religioso. Nelle chiese sono custoditi numerosi manufatti – arredi liturgici, statue, reliquiari, paramenti sacri – che raccontano secoli di fede, arte e tradizione popolare. Ma non tutti hanno la possibilità di vederli. Alcuni sono poco visibili, altri hanno rischiato nel tempo di scomparire per sempre.
Da questa consapevolezza è nata l’idea: creare un luogo, anche temporaneo, in cui questi oggetti possano essere finalmente mostrati, raccontati e condivisi con tutta la comunità. Non si tratta solo di “esporre cose”, ma di restituire memoria e valore a ciò che rappresenta la nostra storia collettiva.
Il programma della giornata
L’inaugurazione della sala espositiva si svolgerà domenica 26 ottobre 2025, con un momento solenne e significativo. Alle ore 17:00, la Santa Messa sarà celebrata dal vescovo della Diocesi di Tivoli Mauro Parmeggiani, Vescovo di Tivoli e Palestrina. A seguire, alle ore 18:00, avrà luogo il taglio del nastro e l’apertura ufficiale dell’esposizione.
Sarà un’occasione non solo per ammirare da vicino tanti oggetti d’arte sacra provenienti dalle chiese del territorio, ma anche per vivere un momento di comunità, di riflessione e di gratitudine per ciò che ci è stato tramandato.
Un luogo da riscoprire: la Chiesa di San Michele
Chi varcherà la soglia della sala espositiva, lo farà entrando in uno degli edifici religiosi più affascinanti – e meno conosciuti – di Montecelio. La Chiesa di San Michele Arcangelo, oggi non più regolarmente aperta al culto, si trova accanto al Museo Archeologico e conserva un’atmosfera suggestiva, ricca di spiritualità e storia.
Restituirle vita, anche solo per un periodo, significa ridarle il ruolo che ha avuto per secoli: quello di spazio di incontro, di cultura, di fede.
Un invito a tutti: venite a scoprire i nostri tesori
A nome della Veneranda Confraternita del Santissimo Sacramento, l’invito è rivolto a tutti: venite, partecipate, lasciatevi sorprendere. Perché dietro ogni oggetto esposto c’è una storia, una devozione, un pezzo del cammino della nostra comunità.
“Avete mai pensato a quanti manufatti sono custoditi nelle chiese di Montecelio? Tantissimi. Alcuni hanno un valore artistico riconosciuto, altri hanno un significato affettivo e storico enorme. Molti purtroppo li abbiamo persi. Questa mostra nasce proprio per fare luce su ciò che è rimasto, e per proteggerlo”.
Storia del San Michele
La Chiesa Conventuale di San Michele Arcangelo si trova in cima al Monte Albano. Le sue origini risalgono al Medioevo, quando sul colle sorgeva un antico castello con una piccola chiesa dedicata a San Michele. Nel 1675, Marco Valenti acquistò l’area e fece costruire una nuova cappella e un villino, che furono poi donati ai Frati Minori Osservanti.
Il convento fu costruito a partire dal 1702 e, poco dopo, nel 1724, iniziò la costruzione dell’attuale chiesa, progettata dall’architetto Benedetto Innocenti Alfieri. I lavori terminarono nel 1740. L’edificio, in stile barocco sobrio, presenta una facciata semplice e un interno a navata unica con decorazioni pittoriche, in gran parte realizzate dal francescano Padre Michelangelo Cianti, che continuò a curare la chiesa anche dopo la soppressione del convento nel 1872.
Dopo un lungo periodo di abbandono, il complesso è stato restaurato nel corso del Novecento. Oggi ospita anche il Museo Civico Archeologico “Rodolfo Lanciani” che conserva tra l’altro la Triade Capitolina, mentre la chiesa è stata riaperta al culto e valorizzata come parte del patrimonio storico e culturale locale.




















