Villa Borghese perde il suo Ginkgo dorato: abbattuto l’albero centenario del Pincio, è polemica

Il Ginkgo centenario del Pincio abbattuto senza preavviso: cittadini in protesta, per il Comune era diventato pericoloso

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Addio al maestoso Ginkgo Biloba di Villa Borghese. Un albero storico, piantato oltre cento anni fa nei pressi della terrazza del Pincio, è stato abbattuto nei giorni scorsi.

Il Ginkgo centenario del Pincio abbattuto senza preavviso: cittadini in protesta, per il Comune era diventato pericoloso

La notizia è rimbalzata sui social grazie al gruppo Facebook Amici di Villa Borghese, scatenando subito polemiche e reazioni da parte di cittadini e associazioni ambientaliste. Il motivo? Nessuna comunicazione preventiva da parte del Comune di Roma.

“Requiem per il Ginkgo Biloba del Pincio a Roma”, si legge in un post commosso del gruppo. “Da un secolo stupiva i Romani, annunciando l’autunno con il suo tappeto di foglie dorate. Ora non più. È stato abbattuto. Perché? Non è dato saperlo.”

Secondo i cittadini, nessun avviso ufficiale ha preceduto il taglio, né sono stati resi noti i motivi dell’abbattimento di un esemplare considerato centrale nel paesaggio storico e affettivo del Pincio.

A rendere ancora più controversa la vicenda è l’età dell’albero: il Ginkgo aveva circa 105 anni, un’età che, per questa specie, è ancora considerata giovanile. Il Ginkgo Biloba, infatti, è noto per la sua straordinaria longevità – può vivere fino a 3.000 anni – ed è considerato un “fossile vivente”, capace di resistere a parassiti, malattie, e persino a catastrofi.

Tuttavia, gli esperti raccontano una storia diversa. Una relazione tecnica redatta da un agronomo incaricato del monitoraggio spiega che l’albero era in stato di deperimento vegetativo irreversibile.

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L’esemplare di Gingko abbattuto

“La cima era secca”

“L’apice era secco, con sintomi di disseccamento anche sulle branche principali. Le strutture risultavano inserite debolmente sul fusto, con cavità in progressiva degradazione,” si legge nel documento.
“Anche un’eventuale potatura drastica non avrebbe garantito stabilità: la chioma sarebbe rimasta troppo aperta, con rischio elevato di cedimento.”

Dunque, per motivi di sicurezza e impossibilità di recupero, l’abbattimento si sarebbe reso necessario.

I platani della Fontana Oscura

Ma il caso del Ginkgo del Pincio – inserito nel registro degli alberi come deceduto all’età di 105 anni il 10 ottobre 2025 – si inserisce in un contesto più ampio di gestione del verde storico nella Capitale.

Sempre a Villa Borghese, nelle scorse settimane sono tornati al centro del dibattito anche i Platani seicenteschi della Fontana Oscura: in origine erano quattro, due dei quali abbattuti anni fa. Grazie all’intervento dei cittadini, gli ultimi due sopravvissuti sono stati appena inseriti nell’elenco degli Alberi Monumentali d’Italia.