Tragedia alla sagra dell’uva di Capena: è morto Stefano Luigi Cena, il giostraio picchiato dal branco

Dopo otto giorni di agonia e il coma, il giostraio 64enne non ce l’ha fatta: in cinque sono indagati dalla Procura di Tivoli

Nella foto il giostraio 64enne

Dopo otto giorni di agonia e il coma, il 64enne Stefano Luigi Cena non ce l’ha fatta. Il giostraio brutalmente picchiato dal branco durante la Sagre dell’uva di Capena, si è spento oggi, 14 ottobre, in ospedale.

Dopo otto giorni di agonia e il coma, il giostraio 64enne non ce l’ha fatta: in cinque sono indagati dalla Procura di Tivoli

L’aggressione era nata da un banale diverbio con un gruppo di giovani che si rifiutavano di scendere da una giostra. Ora cinque ragazzi sono indagati dalla Procura di Tivoli.

Una lite nata per un biglietto si trasforma in tragedia

Una festa di paese quella notte, si trasformò in un incubo a Capena, piccolo centro alle porte di Roma. Nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 ottobre, proprio durante i festeggiamenti per la sagra dell’uva e del vino, il 64enne Stefano Luigi Cena, giostraio di lungo corso e figura conosciuta nelle fiere del Lazio, divenne la vittima di un pestaggio brutale.

Secondo le prime ricostruzioni, tutto sarebbe iniziato quando l’uomo ha chiesto a un gruppo di ragazzi di scendere da una giostra o di regolarizzare il biglietto non pagato. Un richiamo che ha scatenato la violenta reazione di alcuni giovani, tra i venti e i trent’anni, che lo avrebbero circondato e colpito con calci e pugni.

Un’aggressione feroce davanti a decine di persone

La discussione, iniziata in tono acceso, è degenerata in pochi secondi in una vera e propria rissa. Testimoni raccontano di una scena caotica: urla, spintoni e poi il giostraio colpito ripetutamente fino a cadere a terra, privo di sensi. Nonostante i tentativi dei presenti di fermare gli aggressori, la furia del gruppo si è placata solo all’arrivo dei Carabinieri.

La moglie dell’uomo, accorsa per difendere il marito, era rimasta ferita lievemente, così come uno dei figli, che gestiva insieme al padre l’impianto itinerante. Entrambi però, una volta medicati sono stati dimessi con una prognosi di pochi giorni.

Le condizioni disperate e il coma irreversibile

Stefano Luigi Cena è stato trasportato d’urgenza al Sant’Andrea di Roma in condizioni gravissime. I medici gli hanno riscontrato fratture craniche multiple e emorragie cerebrali diffuse.

Il 10 ottobre, dopo quattro giorni di agonia, l’uomo è entrato in coma irreversibile. Questa mattina, 14 ottobre, è arrivata la notizia del decesso per le lesioni troppo gravi per consentirgli di sopravvivere.

Indagini serrate della Procura di Tivoli

Sulla vicenda indagano i Carabinieri della stazione di Capena e quelli della compagnia di Monterotondo, coordinati dalla Procura di Tivoli, che ha aperto un fascicolo inizialmente per lesioni gravissime, ora aggravate per la morte dell’uomo.

Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della piazza e ascoltando i testimoni per ricostruire nel dettaglio la dinamica dei fatti.
La posizione di almeno cinque giovani è attualmente al vaglio degli inquirenti: si tratta di ragazzi del posto, tutti identificati, che avrebbero partecipato all’aggressione.

Un paese sotto shock

La comunità di Capena è sconvolta. La sagra dell’uva, evento simbolo del paese, si è conclusa con una tragedia che nessuno avrebbe potuto immaginare.
Amici e colleghi ricordano Stefano Luigi Cena come un lavoratore instancabile, conosciuto da anni nelle piazze dei paesi laziali per la sua gentilezza e professionalità.

Ora il dolore lascia spazio alla richiesta di giustizia. Le indagini proseguono, mentre la famiglia attende di sapere quando potrà dare l’ultimo saluto al proprio caro.