Una caduta dal monopattino elettrico all’alba, su una strada, con relativa buca a quanto pare, subito ricoperta. È morto così Antonio Supino – un fattorino di Prati, 63 anni e padre di quattro figli – mentre consegnava i giornali a domicilio e nelle edicole, come faceva ogni mattina. Era il 10 novembre 2022, in via Anapo, nel quartiere Salario-Trieste, a pochi passi dalla storica residenza del presidente Carlo Azeglio Ciampi.
A causare la tragedia una buca profonda 8 centimetri: per la morte di Antonio Supino la Procura chiede il rinvio a giudizio per gli addetti alla manutenzione stradale
A causare l’incidente costato la vita al fattorino, secondo la Procura di Roma, sarebbe stata una buca profonda 8 centimetri, apertasi per la cattiva manutenzione stradale. Da qui la richiesta di rinvio a giudizio per due imprenditori con l’accusa di omicidio stradale.
La responsabilità della manutenzione
I due indagati sono i responsabili della ditta incaricata della custodia e manutenzione delle strade nel Municipio II, vincitrice del relativo appalto pubblico. La Procura ritiene che la buca, poi ricoperta poche ore dopo l’incidente per motivi di sicurezza, fosse già presente e non adeguatamente segnalata o riparata.
Un nome già noto alle cronache giudiziarie
Uno dei due imprenditori, Alessandro Di Pietrantonio, è rimasto qualche mese fa coinvolto nella maxi-inchiesta sulle tangenti per gli appalti stradali a Roma, che ha visto protagonista il gruppo legato a Mirko Pellegrini, soprannominato “Mister Asfalto” (subito scarcerato).
In quel caso, si ipotizza che i lavori venissero eseguiti risparmiando sui materiali e sulle misure di sicurezza, in cambio di mazzette. Tuttavia, la morte di Supino, tra l’altro precedente, non è collegata a quell’indagine, ma resta un tragico episodio che pone l’attenzione sulla manutenzione delle strade nella Capitale.
La scoperta della verità
Inizialmente, le cause dell’incidente sembravano poco chiare. Alcuni testimoni parlarono di una buca, ma poco dopo l’incidente l’asfalto venne sistemato.
È stato l’ex avvocato della famiglia Supino, Alberto Bonu, a rintracciare il video di un passante che mostrava chiaramente le dimensioni della buca, documentando ciò che all’inizio era stato solo un sospetto.
Ora spetta al giudice per le indagini preliminare decidere se i due imputati dovranno affrontare un processo.
Una buca da monitorare
Per la procura sarebbe stato loro obbligo tenere costantemente sotto controllo lo stato della strada, monitorare eventuali stati di pericolo e riportare il manto stradale in sicurezza.
D’altra parte la buca, per il pm Gennaro Varone, era ben evidente essendo non solo profonda otto centimetri ma larga fino a cinquanta.




















