Un frammento della storia di Roma, è riemerso a migliaia di chilometri di distanza. Negli Stati Uniti, nel quartiere Carrollton di New Orleans, un’antropologa e suo marito hanno fatto la scoperta sorprendente di una lapide romana, mentre ripulivano il giardino della loro casa.
L’incredibile ritrovamento in un giardino negli Stati Uniti: l’antica lapide funeraria del II secolo di un marinaio romano, torna a casa dopo decenni
La lapide romana datata II secolo, era perfettamente conservata, con un’iscrizione latina incisa sulla pietra. Così la coppia di studiosi, intuito il suo valore, hanno contattato degli esperti di latino per tradurne il testo, scoprendo che si trattava della lapide funeraria di Sesto Congenio Vero, un soldato vissuto 42 anni e in servizio per 22.
L’iscrizione
La lastra riportava la seguente iscrizione: “Agli spiriti dei defunti per Sesto Congenio Vero, soldato della flotta pretoriana Misenense, della tribù dei Bessi, che visse 42 anni e prestò servizio per 22 sulla trireme Asclepio. I suoi eredi Attilio Caro e Vettio Longino posero questa lapide in sua memoria.”
Il legame con Civitavecchia e il Porto di Traiano
L’iscrizione non ha lasciato dubbi: il reperto proveniva dal Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia, dove una lapide corrispondente era stata segnalata come scomparsa da decenni.
Il museo si trova nel cuore della città portuale voluta dall’imperatore Traiano, fondata come Centumcellae, una delle basi più strategiche della marina militare romana tra il II e il III secolo d.C. Proprio in quest’area, nel 1864, furono rinvenute numerose iscrizioni funerarie di marinai appartenenti alle varie flotte imperiali, testimonianze preziose della vita dei “classiarii”, i militari di mare dell’antica Roma.
Le epigrafi di Centumcellae citano le triremi Asclepio, Nereis, Danae e Augusta, ma anche navi più imponenti come le quadriremi Fortuna e Dacia. Queste lapidi raccontano non solo nomi e ruoli dei marinai, ma anche la potenza navale dell’impero e la complessa organizzazione delle flotte.
Il reperto, di straordinario valore storico, corrisponde perfettamente a una lapide scomparsa decenni fa dal Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.
Proprio qui, tra il 106 e il 108 d.C., l’architetto Apollodoro di Damasco costruì il porto voluto dall’imperatore Traiano, che divenne una delle più importanti basi navali dell’Impero.
Numerose iscrizioni funerarie di marinai furono rinvenute nella zona nel 1864, molte delle quali ricordano i membri delle flotte e le imbarcazioni su cui servirono. La lapide di Sesto Congenio Vero era una di queste.
Il reperto era stato trafugato
Le autorità italiane ipotizzano che la lastra possa essere stata trafugata durante la Seconda guerra mondiale, forse da un soldato alleato, per poi finire nel mercato antiquario statunitense.
Dopo la segnalazione dell’antropologa Daniella Santoro e suo marito Aaron Lorenz, sono stati immediatamente avviati i contatti diplomatici per restituire il reperto al legittimo proprietario, il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia.
La direzione del museo ha espresso così grande entusiasmo per l’imminente ritorno del manufatto, e ha già annunciato l’intenzione di organizzare una cerimonia pubblica per festeggiare il rientro della lapide nella sua sede originaria.
Il Museo di Civitavecchia: scrigno della storia del Litorale
Il Museo Archeologico Nazionale di Civitavecchia si trova in largo Cavour 1, all’interno della storica ex Dogana Pontificia voluta da Papa Clemente XIII nel XVIII secolo, a pochi passi dal celebre Forte Michelangelo.
Allestito negli anni Settanta, il museo custodisce testimonianze archeologiche provenienti dal territorio di Civitavecchia, da Santa Marinella, Tolfa e Allumiere.
Tra i reperti di maggiore rilievo spiccano la statua del dio Apollo/Helios, una copia romana del Colosso di Rodi, e la magnifica Athena Parthenos di Fidia proveniente dalla villa Simonetti di Santa Marinella. E proprio in queste sale troverà a breve posto, anche la lapide di Sesto Congenio Vero, chiudendo così un cerchio storico che ha attraversato secoli e continenti.


















