La manifestazione Pro Gaza a Roma, partita nel segno della partecipazione pacifica, si è chiusa con pesanti scontri e disordini nelle fasi finali provocati da gruppi antagonisti. Dopo il corteo, una marea umana di 600 mila persone, un gruppo composto da alcune centinaia di estremisti, con volto coperto, ha provocato una guerriglia urbana n più punti del centro. In 262 sono stati identificati, tra questi 12 denunciati e 2 arrestati.
Dopo il corteo con oltre 600 mila persone, esplode la guerriglia. Il prefetto: “Grazie agli agenti, disordini solo a manifestazione conclusa”
Auto e cassonetti dati alle fiamme, pali divelti, cassonetti ribaltati e lancio di bombe carta e fumogeni da parte di gruppi di incappucciati. La guerriglia è stata innescata in via dello Statuto dove sono stati incendiati anche dei mezzi della Polizia e poi si è spostata in via Merulana e a piazza Vittorio, dove i poliziotti hanno risposto con altre cariche.
Gli estremisti poco prima avevano tentato di entrare anche nel palazzo occupato da sotto CasaPound lanciando bombe carta: schegge e fumogeni avrebbero provocato ferite e un malore a un minorenne.
Più tardi, in via Santa Croce di Gerusalemme, un’altra frangia è stata dispersa coi lacrimogeni.
La guerriglia
I disordini sono iniziati quando un blocco di manifestanti, con il volto coperto da sciarpe cappellini e passamontagna, ha cercato di muoversi verso obiettivi considerati sensibili.
“Sono sempre stati in mezzo al corteo sparpagliati, poi si sono radunati. Molti erano tra i blocchi studenteschi”, spiegano alcuni testimoni.
L’intervento tempestivo della Polizia ha bloccato i gruppi nei pressi di piazza Santa Maria Maggiore e via Lanza. In totale, sono state identificate 262 persone, attualmente al vaglio per ipotesi di reato come danneggiamento, adunata sediziosa e resistenza a pubblico ufficiale.

Il bilancio degli scontri: 41 agenti feriti e due arresti
Il bilancio finale degli scontri è pesante: 41 feriti tra le forze dell’ordine – tra cui 35 agenti della Polizia di Stato, 3 della Guardia di Finanza, 2 Carabinieri e un operatore della Polizia Penitenziaria – che hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche.
La Digos ha acquisito un’ampia documentazione video e fotografica degli scontri, materiale che sarà utilizzato per identificare ulteriori responsabili e approfondire le indagini in corso.
Il prefetto di Roma ringrazia le forze dell’ordine

“Quella di oggi è stata una manifestazione estremamente partecipata, con oltre 250mila persone – ha dichiarato all’Adnkronos il prefetto di Roma, Lamberto Giannini –. Ringrazio il questore e tutte le forze dell’ordine per come sono stati organizzati i servizi, che hanno fatto sì che la manifestazione si svolgesse senza problemi, nonostante la presenza di molti antagonisti, diverse centinaia, anche provenienti da altre città e intenzionati esclusivamente a provocare disordini”
“Queste persone non sono riuscite a disturbare la manifestazione, ma lo hanno fatto solo alla fine, quando il corteo era sostanzialmente terminato“, ha aggiunto Giannini.
Il corteo di oggi, 4 ottobre, il terzo da giovedì, era ritenuto il più a rischio sotto il profilo dell’ordine pubblico proprio per l’alto rischio dell’infiltrazione di antagonisti pronti a provocare tensioni e scontri.
Anche perché proprio il 5 ottobre del 2024, esattamente un anno fa, durante il corteo Pro Palestina, ci furono scontri fra black bloc e forze dell’ordine, con decine di feriti tra gli agenti.

















