600 crolli di alberi e rami a Roma in due anni: Procura chiede processo per 23 indagati

Chiesto il rinvio a giudizio per 23 persone, tra dirigenti pubblici e responsabili della manutenzione, dopo oltre 600 crolli di alberi: omicidio colposo e disastro tra le accuse

Immagine di archivio non collegata ai fatti

La catena di crolli che ha segnato il verde urbano della Capitale tra il 2023 e il 2024 arriva a una prima, drammatica resa dei conti giudiziaria. La Procura di Roma ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per 23 persone, accusate a vario titolo di omicidio colposo e disastro colposo, tracciando un quadro accusatorio che coinvolge direttamente l’amministrazione e i gestori esterni.

Chiesto il rinvio a giudizio per 23 persone, tra dirigenti pubblici e responsabili della manutenzione, dopo oltre 600 crolli di alberi: omicidio colposo e disastro tra le accuse

Il fascicolo, che conta oltre 600 episodi di cedimenti tra alberi e grossi rami, chiama in causa l’operato di dirigenti capitolini e i responsabili delle ditte appaltatrici incaricate della manutenzione.

L’inchiesta, coordinata dal Procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dalla pm Clara De Cecilia, ha evidenziato come molte delle piante crollate fossero state precedentemente individuate e segnalate come malate o pericolanti.

Al centro delle accuse più pesanti c’è il tragico decesso di Teresa Veglianti. Nel novembre 2023, l’anziana fu schiacciata da un olmo mentre passeggiava in via Donna Olimpia, nel quartiere Monteverde.

La sua morte è l’episodio che ha trasformato l’indagine da un’inchiesta sul dissesto ambientale a un’inchiesta sulla sicurezza pubblica e sulla gestione delle responsabilità.

Gli accertamenti, affidati ai Carabinieri del Gruppo Forestale, hanno messo in luce carenze sistematiche nelle verifiche e negli interventi.

Ora, spetta al Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP) decidere. L’appuntamento è fissato per il prossimo 17 giugno, data in cui si stabilirà se i 23 indagati dovranno affrontare il dibattimento in aula per rispondere del degrado che ha messo a rischio la vita dei cittadini romani.