Investimento mortale di Fiumicino: in attesa dell’autopsia una fiaccolata per ricordare Simona

Investimento mortale di Fiumicino, la comunità si stringe attorno al dolore della famiglia con una fiaccolata nella strada del tragico impatto

Cristiano Maggetti e Simona Bortoletto

Una fiaccolata per ricordare Simona Bortoletto deceduta nell’investimento mortale di Fiumicino. Sono momenti di dolore per un’intera comunità quelli che stanno attraversando il comune aeroportuale, dove il 23 settembre scorso, in circostanze ancora misteriose una mamma di 35 anni, Simona Bortoletto, è stata investita e uccisa da un amico, oltreché collega, mentre percorreva via Redipuglia.

Investimento mortale di Fiumicino, la comunità si stringe attorno al dolore della famiglia con una fiaccolata nella strada del tragico impatto

Una persona che conosceva bene, con la quale qualcuno ha detto ci fosse una storia e in compagnia della quale Simona aveva appena cenato con il figlio di 8 anni, prima che lui la travolgesse con una Smart a bordo della quale viaggiava anche sua figlia.

In attesa dei risultati dell’autopsia disposta dalla Procura di Civitavecchia, martedì prossimo, 30 settembre alle ore 19.30 proprio in via Redipuglia, all’angolo con via Mario Giuliano, nella località di Isola Sacra dove Simona e il suo investitore abitavano, chiunque ne abbia desiderio potrà partecipate a una fiaccolata in memoria della giovane donna uccisa mentre su quella strada teneva per mano, proteggendolo sul marciapiede, il suo unico bambino.

Un’iniziativa anche per chiedere, spiegano gli organizzatori, verità e giustizia e per ritrovarsi, con una candela in mano, in un momento di raccoglimento, solidarietà e luce contro il buio dell’indifferenza.

La richiesta di ricostruire con esattezza la dinamica e le eventuali motivazioni dell’incidente si è sollevata come un vortice nel quartiere prendendo quota ora dopo ora e travalicando quello che, all’inizio, era sembrato un tragico incidente stradale.

Ma poi il tam tam di chi conosceva Simona e le sue abitudini ha alzato il sipario su uno scenario inquietante e terribile allo stesso momento facendo leva sull’ipotesi che dietro quell’investimento potesse celarsi un femminicidio. Un atto di deliberata volontà dell’amico da cui Simona aveva appena finito di cenare.

Una teoria che poggia sia sui rilievi effettuati dalla polizia locale di Fiumicino i quali evidenziano una traiettoria del veicolo puntata verso il lato su cui Simona stava camminando tenendo per mano il figliolo, sia sulle prime dichiarazioni rilasciate a caldo da quest’ultimo e secondo le quali tra la mamma e colui che chiamava abitualmente zio c’era appena stato un litigio.

Ipotesi che sono al vaglio della Procura di Civitavecchia che sta coordinando le indagini e che sono state sinora seccamente smentite dall’indagato il quale, nella migliore delle ipotesi, dovrà rispondere di omicidio stradale essendo stato trovato positivo ai test tossicologici su alcolemia e uso di sostanze stupefacenti alla guida.

Il punto sulle indagini

Il diretto interessato ha declinato qualsiasi responsabilità, ha affermato di essersi trovato l’amica improvvisamente davanti al muso della macchina mentre stava andando a comprare le sigarette, sottolineando di essersi fermato e di aver chiamato subito i soccorsi, oltre che di aver cercato di contattare, il giorno seguente, la mamma di Simona per scusarsi e per dirle che non c’era alcuna volontarietà nella dinamica dell’incidente.

Saranno le indagini, incentrate sul sequestro dei cellulari dei due, inclusi quelli dei familiari dell’investitore che l’uomo ha chiamato nell’immediatezza del fatto, ulteriori testimonianze e forse i video ripresi dalle telecamere di sorveglianza a fare luce su quanto accaduto nel buio di una notte di quattro giorni fa.

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