Ostiamare, Mister D’Antoni suona la carica: “In biancoviola per realizzare qualcosa di bello che resista nel tempo”

Ostiamare in vetta nel suo girone di Serie D: si sogna il ritorno tra i professionisti. L'obiettivo a breve termine è creare qualcosa di durevole e bello per la città di Ostia

L'Ostiamare 2025/2026 impegnata nel campionato di Serie D.

Ancora una vittoria in campionato, primo posto in classifica nel girone F di serie D 2025/2026 e un sogno che inizia a prendere forma. L’Ostiamare viaggia a punteggio pieno e domenica 28 settembre alle 15 farà visita all’Atletico Ascoli al “Cino e Lillo Del Duca”, stadio storico che ha ospitato tutte le serie professionistiche, comprese Serie A e Serie B. Una trasferta insidiosa, contro una squadra pericolante ma che secondo David D’Antoni, tecnico biancoviola, ha qualità da alta classifica.

Ostiamare in vetta nel suo girone di Serie D: si sogna il ritorno tra i professionisti. L’obiettivo a breve termine è creare qualcosa di durevole e bello per la città di Ostia

Il percorso calcistico dei lidensi, fin qui è stato perfetto, battute Ancona, San Marino, Maceratese e Vigor Senigallia, un tripudio sportivo biancoviola, un percorso netto e a tratti strepitoso.

Ma l’allenatore predica equilibrio: “Ci saranno momenti complicati, e sarà lì che dovremo dimostrare compattezza e unione. L’entusiasmo della piazza è un motore prezioso, ma dobbiamo trasformarlo in forza quotidiana. L’obiettivo è costruire qualcosa che dia prestigio a Ostia e resista nel tempo”.

Il vento nuovo si respira forte. Daniele De Rossi, lidense doc e presidente da gennaio dei biancoviola, ha raccolto una società segnata dai debiti e ne ha fatto un progetto ambizioso e di qualità.

Non ha voltato lo sguardo dall’altra parte quando il club rischiava il fallimento. Ha investito in prima squadra e settore giovanile, ha lanciato una linea di merchandising, ha ristrutturato lo stadio Anco Marzio e gli impianti di allenamento.

Qui, dove c’è il mare di Roma e un pezzo enorme della città, l’ex numero 16 della Roma e centrocampista iconico, campione con la nazionale italiana di Marcello Lippi al Mondiale 2006 in Germania, ha trovato la sua rinascita, in attesa di tornare ad allenare il prima possibile.

Una passione totale, per lui che nell’Ostiamare ha iniziato la sua lunga e gloriosa carriera calcistica, per passare poi al settore giovanile della Roma, dove per decenni ha allenato suo padre Alberto.

Un entusiasmo totalizzante, tanto che De Rossi ha disegnato e ideato personalmente anche il concept delle maglie ufficiali da gara per questa stagione, poi prodotte dallo sponsor tecnico, l’azienda bolognese Macron.

I risultati maturati nel nuovo corso “DDR” parlano chiaro: dopo lo scudetto Under 19, con la Juniores Nazionale biancoviola per la prima volta nella sua storia campione d’Italia della categoria, sono arrivate finora solo vittorie in questo campionato di Serie D, contro Ancona, Maceratese, San Marino e Vigor Senigallia, l’ultima nei minuti finali, in “Zona Cesarini”.

Un avvio di serie D figlio di un mercato faraonico per la categoria: 21 nuovi innesti, età media di 22,5 anni, molti provenienti dalla Serie C, ovvero la categoria superiore.

Tra loro Samuele Vianni, Ismaila Badje, Francesco Cinque, Marco Spinosa e il grande ex Danilo Piroli, che torna a casa, un leader difensivo con un alto senso d’appartenenza e qualità tecniche elevatissime.

Alcuni calciatori dell’attuale Ostiamare, lo scorso anno, hanno conquistato la C, ora proveranno a farlo di nuovo con i gabbiani di Ostia.

Ma l’ambizione è più alta: “Vogliamo diventare la terza squadra della capitale dopo Roma e Lazio”, ha ribadito De Rossi. E questo significa puntare almeno alla Serie B. Un traguardo che nessun club romano oltre a Roma e Lazio ha mai raggiunto, a parte il tentativo sfiorato dalla Lodigiani (poi Cisco Roma) nell’ormai lontano 1996.

Intanto Ostia e l’Ostiamare si godono un nuovo stadio, tre campi supplementari di allenamento e un settore giovanile che guarda avanti e che è il fiore all’occhiello della società.

Per De Rossi, questo club è casa. “Cerco di essere il presidente che avrei voluto avere – ha raccontato a France Football, il prestigioso mensile francese che dà vita al trofeo del pallone d’oro quest’anno vinto dal nazionale francese del Psg Ousmane Démbelé –. Qui sento calore umano, qui posso respirare. Il mio sogno è lasciare il club un giorno a mio figlio. Ostia deve ambire a diventare il terzo polo calcistico della Capitale”.

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L’allenatore della Prima Squadra dell’Ostiamare in serie D 2025/2026, David D’antoni. Tutte le foto copyright Ostiamare.

D’Antoni: “Si vince sui dettagli, il gruppo deve crescere insieme”

L’ultima vittoria, arrivata di misura contro i marchigiani della Vigor Senigallia grazie al gol decisivo del subentrato Gueye, ha confermato la solidità del percorso biancoviola. Ma mister David D’Antoni invita a non fermarsi ai soli risultati di campo.

Nella conferenza stampa pre-Atletico Ascoli, venerdì 26 settembre 2025, mister D’Antoni ha precisato come ogni cosa, in casa Ostiamare, sia fatta per ottenere una base sportiva solida a lungo termine, senza tralasciare nulla.

“Le partite si vincono sui dettagliha spiegato il tecnico lidensee il nostro lavoro settimanale è proprio quello di costruire un gruppo che in ogni gara sappia dare il massimo. Non conta soltanto la vittoria, conta realizzare una struttura collettiva, di squadra e societaria, che resista nel tempo e che diventi il motore per puntare a traguardi sempre più alti”.

Per D’Antoni, il successo contro la Vigor Senigallia è frutto della forza del collettivo e della capacità di tutti di farsi trovare pronti. Un segnale chiaro che l’Ostiamare vuole andare oltre l’immediato e dare continuità a un progetto che guarda lontano.

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Il centrocampista dell’Ostiamare, Marco Spinosa, classe 1991, nella scorsa stagione ha vinto il campionato di D con il Guidonia, portandolo in serie C. Copyright Ostiamare.

Un girone di ferro, ma molto stimolante

Mister David D’Antoni conosce bene le insidie della Serie D e non sottovaluta la complessità del girone in cui l’Ostiamare è inserita.

A me, anche da calciatore, in realtà piaceva molto il girone composto dalle squadre sarde – racconta –. Questo perchè la Sardegna, personalmente, mi portava bene, vincevo spesso e l’Ostiamare come società era più abituata a confrontarsi sfidanto squadre toscane, umbre o laziali. Questo nuovo raggruppamento ci mette davanti a piazze storiche e a trasferte più lunghe, visto che non ci sono squadre della nostra regione oltre a Sora e Pomezia”.

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L’esultanza dei biancoviola al gol vittoria di Guye contro la Vigor Senigallia. Copyright foto Ostiamare.

Un cambiamento che impone sacrifici logistici ma che per il tecnico rappresenta anche un grande stimolo: Ci aspettano campi e strutture di livello, decisamente superiori a quelle del Lazio. Basti pensare allo stadio Del Duca di Ascoli, che ha ospitato la Serie A e la Serie B. Ma anche Ancona, Teramo, Chieti o Giulianova: sono città che hanno respirato il grande calcio, ad alti livelli. Giocare lì ci costringe a dare sempre il massimo e a crescere come squadra”.