Roma con Gaza: licei in mobilitazione, la protesta non si ferma

I licei di Roma si mobilitano in solidarietĂ  con Gaza, tra assemblee, occupazioni e scioperi

Foto di archivio

Dopo la massiccia manifestazione del 22 settembre, con oltre 100.000 persone in piazza, gli studenti dei licei romani continuano a farsi sentire, organizzando assemblee, collettivi e occupazioni. La prima, nella facoltĂ  di lettere de La Sapienza a fine corteo. Il recente attacco alla Global Sumud Flotilla ha intensificato la protesta, con lo sciopero nazionale del 3 ottobre e la manifestazione del 4 giĂ  in preparazione.

I licei di Roma si mobilitano in solidarietĂ  con Gaza, tra assemblee, occupazioni e scioperi

Al liceo Socrate si è svolta un’assemblea straordinaria con studenti e alcuni insegnanti solidali, come racconta il collettivo Dante Di Nanni.

Gli studenti del Virgilio si sono riuniti alla Città dell’Altra Economia per preparare azioni di solidarietà e striscioni insieme ad altri collettivi autorganizzati.

Alla succursale del liceo Rossellini, cine-tv, gli studenti hanno occupato gli spazi per coordinare mobilitazioni con ragazzi di altri istituti.

A Colle Oppio il collettivo autonomo del liceo Cavour, nato un anno fa con obiettivi transfemministi e antifascisti, si prepara al primo incontro dell’anno.

Licei uniti nella lotta

Anche Plinio Seniore, Righi e Tasso confermano la volontĂ  di proseguire la protesta, ricordando che “il 22 settembre è stato solo l’inizio”.

L’Ufficio scolastico regionale ha vietato di discutere geopolitica nelle riunioni scolastiche, scatenando proteste di presidi e sindacati per la violazione dell’autonomia.

Sciopero accademico alla Sapienza

I 21 dottorandi di Italianistica della Sapienza hanno deciso di non partecipare ai colloqui orali per l’avanzamento tesi, in solidarietà con la Palestina e contro le azioni israeliane.

Nel comunicato sottolineano che la protesta è una presa di posizione che va oltre i doveri accademici, invitando l’università a sostenere studenti e docenti palestinesi e a sospendere accordi con istituzioni israeliane coinvolte in violazioni dei diritti umani.

Chiedono inoltre che venga garantita la libertà di dissenso politico senza ritorsioni e che l’ateneo rifletta sulle implicazioni politiche delle proprie collaborazioni, condannando il genocidio in corso.