Protesta studentesca oggi alla Facoltà di Lettere dell’Università La Sapienza di Roma, dove un gruppo di studenti, si è sfilata dal corteo, e ha occupato gli spazi dell’ateneo in solidarietà con il popolo palestinese. L’iniziativa è stata promossa da Cambiare Rotta e altre realtà collettive come Zaum, a conclusione di un corteo che ha attraversato le strade della capitale, terminando proprio davanti all’università.
Facoltà di Lettere occupata a La Sapienza: gli studenti chiedono la rottura degli accordi con Israele e denunciano il silenzio delle istituzioni accademiche sul genocidio
“Ci riprendiamo gli spazi che questa università ci ha negato. Resteremo qui anche stanotte per tenere alta l’attenzione sul genocidio in atto a Gaza”, hanno dichiarato gli studenti, entrando nell’edificio.
Durante l’occupazione sono stati esposti striscioni, bandiere palestinesi e un grande drappo con la scritta: “Lettere occupata per la Palestina”, affisso alle finestre della facoltà. All’esterno, sono stati accesi fumogeni rossi.
Le attività accademiche sono proseguite in parte regolarmente, tra esami e discussioni di tesi. Le forze dell’ordine hanno presidiato l’area senza intervenire.
“Blocchiamo tutto, come i portuali di Genova”
Il cuore del messaggio lanciato dagli studenti è chiaro e diretto: “Blocchiamo tutto”, sull’esempio delle mobilitazioni dei portuali di Genova, che nei mesi scorsi hanno boicottato il traffico di armi destinate a Israele. “Come i portuali di Genova, lo abbiamo promesso: contro la complicità con Israele, blocchiamo tutto!” — si legge nel comunicato diffuso da Cambiare Rotta. “Non basta augurare buon vento alla Flotilla: ora bisogna rompere concretamente gli accordi con Israele, passare dalle parole ai fatti”.
Gli studenti hanno annunciato l’intenzione di rimanere in facoltà almeno fino alla seduta del Senato Accademico, prevista per domani, 23 settembre alle ore 12. Tra le principali richieste: lo stop agli accordi tra La Sapienza e istituzioni israeliane.
Nuove iniziative in arrivo
Nel pomeriggio si terrà un’assemblea pubblica, durante la quale verranno definite le prossime tappe della mobilitazione. Tra gli appuntamenti annunciati: il corteo nazionale del 30 novembre per la Palestina e lo sciopero generale del 13 dicembre, in solidarietà con le lotte dei lavoratori.
“Questa giornata di sciopero generale ha dimostrato che studenti, lavoratori e società civile stanno dalla parte della Palestina e rifiutano le politiche di guerra e complicità del governo.
Da Lettere occupata continueremo a costruire solidarietà attiva con la Flotilla e a chiedere l’interruzione di ogni collaborazione con Israele”, affermano i collettivi.

















