Per il Parco del Mare di Ostia arriva l’ennesima bocciatura da parte degli ambientalisti che sollevano nuovi dubbi sulle soluzioni tecniche e progettuali adottate dall’amministrazione capitolina per un progetto per il quale il comune di Roma Capitale, d’intesa con la regione Lazio, ha stanziato 23,83 milioni di euro dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.
Parco del Mare di Ostia, nuove critiche da parte degli ambientalisti contrari alla persistenza del lungomuro tra spiaggia e litoranea
L’affidamento dei lavori dovrà essere formalizzato entro il mese di giugno del 2026 e l’opera realizzata entro il 2028. Il progetto di fattibilità tecnico-economica per il “Parco del Mare” di Ostia, concepito da Roma Capitale per rilanciare il litorale romano, è approdato in conferenza di servizi, ma sta incontrando una forte opposizione da parte di cittadini e associazioni ambientaliste.
In particolare dalle organizzazioni Mare Libero Litorale Romano, WWF Litorale Laziale, Legambiente Circolo Litorale Romano e Italia Nostra Litorale Romano che hanno sollevato diverse perplessità, temendo che l’iniziativa, pur ambiziosa, possa non risolvere i problemi strutturali del territorio.
L’obiettivo dichiarato del progetto è trasformare Ostia in una risorsa strategica per l’intera area metropolitana, puntando su un turismo sostenibile e sulla riqualificazione del fronte mare.
Tuttavia, secondo le associazioni, il piano rischia di replicare errori del passato, concentrandosi quasi esclusivamente sull’aspetto balneare e ignorando il vasto patrimonio naturale, archeologico e storico che circonda la città.
Uno dei punti più controversi è la persistenza del “lungomuro” quella barriera che separa il lungomare dalla spiaggia e che nel corso degli anni è stata senza soluzione di continuità motivo di proteste politiche e istituzionali oltre che di manifestazioni di pubblica protesta.
La sua rimozione, considerata cruciale per una vera riqualificazione, è vincolata a un Piano di Utilizzo degli Arenili (PUA) i cui tempi e modalità di attuazione sono ancora incerti. Questa mancanza di chiarezza fa temere che, nonostante l’investimento già stanziato la riqualificazione del lungomare possa essere vanificata, lasciando intatto un ostacolo storico alla fruizione del litorale.
Le associazioni sottolineano come il progetto non offra risposte concrete alle sfide di mobilità, servizi e coesione urbana. Si teme che, in assenza di un processo partecipato e inclusivo, le ingenti risorse pubbliche vengano utilizzate per un’opera che, pur modificando l’assetto del litorale, non garantisca un reale miglioramento della qualità della vita e dell’ambiente.
Critiche specifiche sono state mosse anche riguardo alla potenziale compromissione ambientale: le nuove strade e i parcheggi previsti potrebbero sacrificare le preziose aree retrodunali protette.

L’eliminazione del lungomuro che impedisce di vedere il mare
Per e stesse associazioni il Parco del Mare potrà diventare un’opportunità di rigenerazione urbana solo se affronterà in modo concreto i nodi strutturali, iniziando dalla rimozione del contestatissimo “lungomuro” passando per la promozione di una mobilità sostenibile, e se saprà valorizzare in maniera integrata il suo inestimabile patrimonio di mare, fiume, archeologia e natura.

L’amministrazione capitolina è a conoscenza di queste osservazioni e proprio nei giorni scorsi il sindaco Roberto Gualtieri e il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, in un incontro tenuto riservato, sono stati a Ostia per valutare le possibili varianti e opzioni alternative rispetto al piano originario, approvato alla fine del 2024 con fondi PR Lazio FESR 2021-2027
Ma i dubbi che rimangono sul tappeto sono tanti. Una prima domanda, per esempio, riguarda via delle Quinqueremi, che nel piano diventerebbe una strada ad alto scorrimento sostitutiva del lungomare. È davvero saggio trasformarla, considerando la presenza di tre scuole e numerose traverse?
Una seconda questione riguarda le dune naturali di via dell’Aquilone, che rischiano di essere spianate per ricavare parcheggi. Gli ambientalisti si oppongono a questa scelta che il progetto dispone per consentire di togliere la sosta sul lungomare Lutazio Catulo dove verrebbero create montagnette di sabbia.
Poche risorse per il ponte sul canale dei Pescatori
Infine, resta il nodo del ponte su via dei Pescatori, con un costo preventivato di appena 5 milioni di euro: una cifra che molti tecnici ritengono irrealistica per un’opera di tale complessità.
Ma non è la prima volta che il progetto del Parco del Mare di Ostia entra nel mirino delle polemiche. Le stesse associazioni ambientaliste lo scorso mese di aprile gridarono allo scandalo per alcune indicazioni messe nero su bianco da Abacus srl, la società capogruppo dell’associazione temporanea d’impresa che ha acquisito l’incarico di progettazione e che veniva da esperienze simili avendo realizzato analoghi interventi di riqualificazione sui litorali di Rimini e di Bari.
Forse a causa dei tempi ravvicinati per la consegna del progetto (75 giorni dalla sottoscrizione del contratto), Abacus aveva, tra l’altro, previsto di realizzare nuove aree dunali tuttavia prive di contatto con la sabbia della spiaggia. Condizione invece indispensabile, avevano in quel caso osservato gli ambientalisti, per alimentare la generazione spontanea della macchia mediterranea vera e propria.
Si tratta insomma di un nuovo intoppo lungo l’iter che avrà bisogno del via libera della conferenza di servizi di cui le associazioni ambientaliste citate fanno parte affinché possa essere posata la prima pietra a partire dalla quale l’intero progetto possa trasformarsi in realtà.
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