il linguista Massimo Arcangeli, professore ordinario di linguistica italiana, denuncia un episodio grave che scuote la tranquillità del litorale, che sarebbe avvenuto a Ostia. Nella notte tra sabato 20 e domenica 21 settembre, intorno alle tre, è stato dato fuoco a un panno o carta imbevuti di benzina sul pianerottolo del terzo piano di una delle scale di un condominio in via delle Baleniere, dove Arcangeli spesso si trova.
Nella notte, panno imbevuto di benzina incendiato nei pressi di un pianerottolo al terzo piano in un condominio a Ostia
Da come viene descritto, sembrerebbe trattarsi di una vera e propria azione intimidatoria.
Al momento non è noto chi abbia agito, né con certezza quale condomino fosse l’obiettivo. Arcangeli parla di “ennesima azione criminale”, sottolineando la gravità dell’atto come segnale che la criminalità organizzata nel litorale sta tornando ad alzare la voce.
Tra i danni documentati c’è di più: una residente, nel tentativo di fuggire dalle fiamme ed evitare la benzina sparsa dappertutto, sarebbe scivolata ed è dovuta ricorrere al pronto soccorso.
Fortunatamente non sembrano esserci feriti gravi, ma la situazione poteva degenerare.
L’episodio non è un caso isolato, come lo stesso Arcangeli ricorda che solo pochi mesi fa, a giugno, una palestra del quartiere fu gravemente danneggiata da un’esplosione a Ostia Ponente.
Poche settimane dopo, ad agosto, una bomba carta deflagrò davanti al portone di un edificio.
Entrambi gli eventi sono tuttora sotto indagine, ma gli investigatori sospettano sempre la matrice della criminalità locale.
L’intera comunità chiede misure concrete: più vigilanza, interventi preventivi e una risposta solida da parte delle istituzioni. Arcangeli afferma che si rischia che Ostia riprenda scenari di assenza di sicurezza, e lancia un appello perché non sia troppo tardi.
“Poteva essere una strage”, dichiara, riferendosi alle potenziali conseguenze dell’incendio e della benzina sparsa sul pianerottolo.
Le forze dell’ordine stanno già lavorando: indagini in corso per stabilire le responsabilità dell’atto incendiario e individuare l’autore o gli autori.
Al momento resta da chiarire se l’appartamento preso di mira sia dello stesso Arcangeli o di un altro condomino, ma la matrice intimidatoria è considerata plausibile.


















