La bandiera palestinese sul Campidoglio divide Roma

Esposta dopo l’approvazione di una mozione in Assemblea Capitolina, la bandiera palestinese genera reazioni dure

La bandiera palestinese sul Campidoglio. Foto Adnkronos

Roma si divide sul genocidio. L’esposizione della bandiera palestinese in piazza del Campidoglio a Roma ha acceso un acceso dibattito politico e sociale. Il gesto, simbolico, è avvenuto a seguito dell’approvazione di una mozione da parte dell’Assemblea Capitolina, che impegna il sindaco Roberto Gualtieri e la Giunta a condannare ogni violazione del diritto internazionale umanitario, inclusa la recente offensiva su Gaza City.

Esposta dopo l’approvazione di una mozione in Assemblea Capitolina, la bandiera palestinese genera reazioni dure

L’iniziativa, spiegano dal Campidoglio, è un segnale di vicinanza alla popolazione palestinese e un appello al rispetto della pace, del diritto internazionale e alla tutela dei civili nei conflitti armati. Tuttavia, il gesto non ha tardato a suscitare reazioni durissime, in particolare da parte della Comunità Ebraica di Roma, che lo ha definito “un colpo al cuore”.

La comunità ebraica

Victor Fadlun, presidente della Comunità Ebraica di Roma, ha dichiarato che l’esposizione della bandiera palestinese sul Campidoglio è “una scelta di campo divisiva, che non ci rappresenta”. Fadlun ha evocato la memoria dell’attentato alla Sinagoga di Roma del 1982, quando un attacco terroristico palestinese costò la vita al piccolo Stefano Gaj Taché e causò numerosi feriti: “È una decisione che contrasta con quella memoria. Ci stupisce e rattrista che la propaganda pro-palestinese abbia fatto breccia nel Consiglio Comunale della nostra città”.

Il testo approvato in Aula Giulio Cesare, sostenuto dalla maggioranza, condanna ogni attentato al diritto internazionale umanitario e prevede l’esposizione della bandiera come simbolo di solidarietà verso il popolo palestinese. Ma la polemica politica si intreccia a una profonda frattura sociale, riflessa anche sui social network.

Il Pd, scelta doverosa

Sotto il post del consigliere del PD Giovanni Zannola, che ha pubblicato la foto della bandiera sul Campidoglio accompagnata dalla frase “è la cosa giusta da fare, senza se e senza ma”, si sono susseguiti centinaia di commenti critici.

Alcuni utenti sottolineano l’assenza della bandiera israeliana, chiedendo un gesto bilaterale: “La pace non si fa con una sola bandiera”. Altri parlano di una decisione presa “senza il consenso dei cittadini” e criticano l’amministrazione per un atto ritenuto divisivo e ideologico.

Tra le voci più dure anche quella di Vittorio Pavoncello Botticella, che definisce l’atto “una resa alla propaganda di Hamas e un tradimento verso la comunità ebraica più antica del mondo, presente a Roma da oltre duemila anni”.

Altri ancora puntano il dito contro l’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane) e l’assessore Tobia Zevi, accusati di silenzio.

Il Campidoglio, per ora, mantiene la propria posizione. L’esposizione della bandiera è stata presentata come un gesto umanitario, senza intenzioni di schieramento politico.