Roma rinnova la toponomastica e dà nuovo significato a luoghi simbolici: i nomi approvati per le intitolazioni

Roma dedica nuove vie e piazze a grandi personalità: la Commissione riunitasi su proposta di Smeriglio, ha approvato un pacchetto di intitolazioni

Roma in foto - Fonte pixabay free

Roma rinnova la propria toponomastica come esercizio di memoria collettiva. Strade e piazze simbolo della Capitale avranno così un nuovo significato, con i nomi di alcune grandi personalità che sono stati approvati ieri, su proposta dell’Assessore Smeriglio.

Roma dedica nuove vie e piazze a grandi personalità: la Commissione riunitasi su proposta di Smeriglio, ha approvato un pacchetto di intitolazioni

La Commissione Consultiva si è riunita ieri, giovedì 18 settembre, ed ha approvato un pacchetto di intitolazioni a figure della storia civile, culturale e cinematografica italiana e internazionale.

Le nuove intitolazioni

Il panorama delle nuove intitolazioni è ampio e variegato. Roma renderà omaggio a Goliarda Sapienza, scrittrice e attrice; a Gillo Pontecorvo, regista e partigiano, con un’area davanti all’Auditorium Parco della Musica; e a Remo Remotti, artista poliedrico, con uno spazio dedicato nel III Municipio.

Il Quartiere Ardeatino vedrà nascere un’area in memoria delle sorelle Mirabal, simbolo della lotta contro la dittatura nella Repubblica Dominicana, mentre il giardino antistante il monumento ai caduti di Dogali sarà intitolato a Zerai Deres, patriota eritreo, come gesto di rilettura critica della storia coloniale.

Non mancano i riferimenti al mondo istituzionale: una via porterà infatti il nome di Giorgio Manganelli, già capo della Polizia, e un’altra quello di Franca Ongaro Basaglia, intellettuale e senatrice. A completare il quadro, i due parchi recentemente intitolati a Garbatella e al Villaggio Prenestino, oltre a una via dedicata a Eglantyne Jebb, fondatrice di Save the Children.

Infine, un atto simbolico di grande rilevanza: la Commissione ha accolto la volontà dell’Assemblea Capitolina di intitolare un’area alla Costituzione Repubblicana, cuore della democrazia italiana.

Tra le decisioni, spicca poi quella di dedicare il piazzale Mediterraneo di Ostia al regista Claudio Caligari, autore che ha raccontato questa periferia romana, spesso dura e controversa, con di tre pellicole di culto: Amore Tossico (1983), L’odore della notte (1998) e Non essere cattivo (2015).

Le parole dell’Assessore Smeriglio

“Strade, vie e piazze sono i luoghi della comunità e rappresentano parte fondamentale dell’identità culturale e storica della città – ha dichiarato l’assessore Smeriglio – Il nostro obiettivo è risignificare Roma attraverso la memoria di donne e uomini che hanno lasciato un segno nelle istituzioni, nella cultura e nel cinema. È un modo per rendere vivi i luoghi che abitiamo ogni giorno”.

Le critiche alla scelta di Ostia

Nonostante l’entusiasmo generale, la decisione di intitolare a Caligari il piazzale Mediterraneo di Ostia non aveva incontrato un’approvazione unanime.

Alcuni cittadini e osservatori, hanno sollevato perplessità legate al rapporto del regista con il territorio, sottolineando come nei film Amore Tossico e Non essere cattivo Ostia venga ritratta quasi esclusivamente come luogo di droga, degrado e violenza.

Un ritratto cinematografico potente ma che, secondo i critici, è penalizzante per l’immagine del quartiere. “Il rischio – sostengono – è che la città finisca per celebrare una visione che riduce Ostia a una realtà negativa, trascurando la sua storia, la sua dignità e la sua comunità viva e complessa”.

Un punto di vista che non sminuisce il valore artistico dell’opera di Caligari, ma che invita a riflettere su quanto sia opportuno associare in modo permanente il nome del regista a uno dei luoghi centrali di Ostia.