Piazza intitolata a Claudio Caligari, sicuri che Ostia e che il regista lo meritino?

Il parere: siamo certi di rendere un buon servizio a Ostia e allo stesso Claudio Caligari a intitolargli una piazza sul lungomare?

L’assessore comunale alla Cultura, Massimiliano Smeriglio, ha annunciato l’intenzione di intitolare l’attuale piazzale Mediterraneo di Ostia al regista Claudio Caligari. Anche a costo di essere impopolare, permettetemi di dissentire: non mi sembra un’idea condivisibile.

Il parere: siamo certi di rendere un buon servizio a Ostia e allo stesso Claudio Caligari a intitolargli una piazza sul lungomare?

Conosco personalmente Massimiliano Smeriglio e ne apprezzo da sempre le qualità di amministratore pubblico oltre che il suo equilibrio politico. Viene dalla strada, ha vissuto alla Garbatella e da bambino ha passato le sue vacanze estive all’Idroscalo di Ostia. Insomma, è uno di noi. Inoltre, ha scritto diversi libri e lo considero un intellettuale dalla visione popolare e proletaria, ammesso che il termine abbia ancora un senso.

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L’assessore capitolino alla Cultura, Massimiliano Smeriglio – canaledieci

L’idea di intitolare una piazza di Ostia a Claudio Caligari è stata lanciata da Smeriglio di ritorno dal Festival del cinema di Venezia. E sarà discussa il 18 settembre in Consiglio Comunale.

Personalmente,  però, non sono d’accordo per due ordini di motivi, il primo di rispetto verso Ostia e il secondo di dignità verso lo stesso Caligari.

Mi spiego. Nella sua carriera di regista Claudio Caligari ha diretto tre film: Amore Tossico (1983), L’odore della notte (1998) e Non essere cattivo (2015). Grandi film, espressione di stile e narrativa contigui per certi versi al neo-realismo o post-realismo che dir si voglia. C’è un però: in due dei tre lungometraggi, il primo e il terzo, Ostia è riconoscibile ed è raccontata come luogo dominato dalla droga e dalla violenza. Nessuna critica allo stile e alla sceneggiatura ma alla stimmate rese dalla chiara indicazione dei luoghi, operazione evitabile e quindi discutibile. Le storie raccontate in Amore Tossico e in Non essere cattivo potevano essere ambientate in qualsiasi periferia italiana ma si è scelto di dare una chiara identità alla cittadina usata per le scene.

Nel 1983 con l’uscita di Amore tossico l’Ascom-Confcommercio protestò vibratamente: il film metteva la croce sulle spalle di una comunità già provata dalla piaga sociale. Le inquadrature sulle tabelle Lido Centro della stazione o la ripetuta citazione di Ostia dove procurarsi la dose o spararsi le pere in pubblico, addirittura seduti sul Pontile, erano un esercizio gratuito che poteva essere evitato. Scene, poi, riviste ma anche ribadite in Non essere cattivo.

Per tornare alla proposta di Smeriglio, se si fossero interpellati gli operatori economici di Ostia, la reazione all’idea di intitolare sul lungomare una piazza a Caligari non sarebbe stata così unanime.

C’è poi una questione di dignità e di rispetto verso la figura di Caligari, indubbiamente un regista di talento e sottovalutato in vita. Siamo sicuri che si renda un buon servizio alla sua memoria intitolare un luogo dominato da una costruzione più vicina a una baracca che a un bar, benché usato per alcune riprese del suo ultimo film?

E che dire del disonorevole quadro di degrado offerto da roulotte sgangherate abitate da senza fissa dimora? Siamo convinti che sia davvero un bell’ambiente per ricordare una figura ritenuta così preziosa per Roma?