Un malore improvviso ha trasformato un’uscita in mare nella giornata di oggi sabato 26 settembre, in un’emergenza ad alta tensione al largo di Ostia. L’impossibilità di effettuare i soccorsi in sicurezza ha costretto le forze dell’ordine a una delicata operazione d’urgenza per trarre in salvo un diportista privo di sensi.
Allarme disperato dall’amico della vittima per il malore in barca, ma il trasbordo è impossibile: giovane salvato da un militare della Guardia Costiera
La tarda mattinata lungo la costa romana si è trasformata improvvisamente in uno scenario di forte apprensione quando una telefonata di soccorso è giunta alla sala operativa della Capitaneria di Porto di Fiumicino. A lanciare il messaggio d’emergenza è stato un giovane diportista che si trovava a bordo di una piccola imbarcazione a motore a una certa distanza dalla costa di Ostia.
L’imbarcazione ospitava un’altra persona che, senza alcun preavviso, ha accusato un grave malore perdendo improvvisamente i sensi di fronte all’amico. Trovatosi da solo ad affrontare l’emergenza in mezzo al mare e di fronte allo stato d’inconscienza del compagno di viaggio, il giovane ha chiesto il supporto immediato delle autorità marittime per evitare il peggio.
L’intervento d’urgenza della Guardia Costiera
Ricevuta e analizzata la segnalazione di soccorso, la Direzione Marittima di Civitavecchia ha disposto l’invio immediato dei mezzi di salvataggio sul punto esatto indicato dal diportista. Dalla base delle forze dell’ordine si è alzata la motovedetta Sar Cp836 della Guardia Costiera, un’unità navale specializzata nelle operazioni di ricerca e soccorso in mare.
L’equipaggio ha navigato a tutta velocità verso la posizione del natante per intercettare la piccola imbarcazione a motore e prestare prima assistenza. Una volta giunti sul posto e localizzata la barca, i militari hanno dato subito avvio alle procedure di verifica per pianificare la messa in sicurezza e il recupero del diportista privo di conoscenza.
L’impossibilità del trasbordo e la manovra ad alto rischio
Raggiunta l’imbarcazione, i soccorritori hanno dovuto fare i conti con un quadro operativo estremamente complesso e delicato. L’equipaggio della Guardia Costiera ha accertato che lo stato di salute della persona priva di sensi e le condizioni generali del natante non permettevano di effettuare il trasbordo del ferito sulla motovedetta in condizioni di adeguata sicurezza.
Muovere una persona in stato di incoscienza da una piccola imbarcazione a un’altra in mare aperto avrebbe infatti comportato pericoli gravissimi per la sua incolumità. Di fronte all’impossibilità di eseguire il trasferimento diretto, la catena dei soccorsi ha dovuto riorganizzare istantaneamente la strategia d’intervento per guadagnare minuti preziosi.
La scorta verso la costa e le fasi critiche
Per accelerare le operazioni di rientro e garantire l’assistenza continua all’uomo in pericolo, la Guardia Costiera ha deciso di inviare un proprio militare direttamente a bordo del piccolo natante. Il soccorritore è salito sulla barca da diporto per prenderne il controllo e coordinare le manovre, assistendo il giovane e monitorando da vicino le condizioni dell’amico privo di sensi durante la navigazione.
Nel frattempo, la motovedetta Sar Cp836 ha garantito la scorta ravvicinata all’imbarcazione per tutto il tragitto di ritorno, aprendo la rotta e monitorando la stabilità del natante per evitare qualsiasi complicazione lungo il percorso verso la terraferma.
Il rientro al porto e l’arrivo dei soccorsi medici
La corsa contro il tempo si è conclusa con l’ingresso del natante presso le strutture del Porto turistico di Roma, a Ostia. Ad attendere la imbarcazione sottobordo c’era già il personale della Delegazione di spiaggia di Ostia insieme ai sanitari del 118, allertati tempestivamente e in anticipo dalla sala operativa della Capitaneria.
Non appena la barca ha toccato la banchina, il personale medico si è prodigato per prestare le primissime cure di emergenza e stabilizzare il diportista direttamente sul posto. L’uomo è stato infine adagiato sull’ambulanza e trasferito d’urgenza presso il presidio ospedaliero più vicino per essere sottoposto a tutti i controlli clinici del caso e agli accertamenti medici necessari.


















