Il “trenino della Casilina” continua la sua corsa, ma solo per ora. Con la delibera MGCa 49/2025, l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè ha approvato la proroga della gestione del servizio della ferrovia Roma-Giardinetti, attualmente limitata alla tratta urbana attualmente coperta dal trenino Termini–Centocelle, fino a giugno 2026. Si tratta di una misura presa per fare fronte ai continui ritardi nel progetto di trasformazione in tramvia ordinarie, un’opera attesa da anni e oggi più che mai sotto pressione.
Prorogata fino al 2026 la tratta ferroviaria urbana del trenino ‘Roma–Giardinetti’, ridotta dal 2015 alla tratta Termini–Centocelle
Pertanto, la futura tramvia verso Tor Vergata avanza tra ritardi, cantieri rinviati e incognite sulla chiusura anticipata del trenino in ordine di tempo è la richiesta, avanzata dall’università di Tor Vergata, di inserire un ponte su viale della Sorbona, che ha ulteriormente rallentato le procedure tecniche e autorizzative.
L’attuale ferrovia, considerata ormai obsoleta, sopravvive in condizioni fragili. La manutenzione dei convogli è ridotta al minimo, viste le prospettive di chiusura per avviare i nuovi cantieri. Nonostante ciò, il trenino rimane quotidianamente operativo, anche se ampiamente criticato dai pendolari per i frequenti ritardi, soppressioni e per l’anzianità del materiale rotabile — alcuni convogli risalgono agli anni Venti e Cinquanta.
Intanto, il progetto della tramvia Termini–Tor Vergata — che prenderà il posto della vecchia linea — pare decollare. La gara d’appalto per l’opera è prevista entro quest’anno, con l’avvio dei cantieri fissato per il 2026.
Nel dettaglio, il tracciato, lungo circa 13,3 km e dotato di 25 fermate, attraverserà i municipi I, VI e VII, rendendo il collegamento tra il centro e Tor Vergata più rapido e capillare.
Secondo i piani contenuti nel PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), l’intera tranvia — nota come linea G — dovrebbe coprire il percorso da Termini a Tor Vergata in circa 45 minuti, con una velocità media stimata di 17 km/h. Il progetto integra la rete metropolitana esistente e prevede soluzioni tecnologiche avanzate: tram di nuova generazione su sede riservata, armamenti progettati per ridurre vibrazioni e rumore, fermate moderne come “De Marchesetti” e “Policlinico Casilino”, e parti di tracciato a marcia autonoma con alimentazione a batteria per limitare l’impatto visivo.
Se tutto procederà secondo il cronoprogramma, i cantieri potrebbero scattare prima del previsto, costringendo l’amministrazione ad anticipare la chiusura della Roma-Giardinetti, oggi confermata fino al 2026 ma vulnerabile a possibili variazioni. Nel frattempo, il trenino — reale simbolo di una mobilità che esige aggiornamento — prosegue sotto scorta, in un limbo tra passato e futuro, tra la nostalgia per una vecchia linea urbana e la spinta verso un nuovo sistema tramviario moderno e integrato.


















