Stretta del Comune di Anzio contro il degrado: il sindaco vieta campeggio e bivacchi in città

Stretta del Comune di Anzio contro il degrado e il fenomeno del campeggio selvaggio

Stretta del Comune di Anzio contro il degrado. Il sindaco, Aurelio Lo Fazio, ha infatti firmato un’ordinanza che pone limiti drastici al malcostume accentuatosi negli ultimi mesi di sistemare tende o monopolizzare panchine pubbliche per trasformarle in giacigli notturni.

Stretta del Comune di Anzio contro il degrado e il fenomeno del campeggio selvaggio

L’ordinanza numero 39 del 25 agosto scorso vieta in modo esplicito l’accampamento in aree pubbliche o aperte al pubblico tramite l’uso di tende, sacchi a pelo e coperte. La decisione è maturata a seguito del ripetersi di occupazioni abusive che hanno richiesto interventi specifici, come la recente bonifica delle Grotte di Nerone, dove sono stati sgomberati occupanti non autorizzati.

Il provvedimento, che proibisce campeggio, bivacco e l’utilizzo improprio degli spazi pubblici, arriva in risposta a una serie di episodi che hanno compromesso il decoro e la sicurezza della città.

L’amministrazione locale aveva, infatti, registrato un aumento di bivacchi in aree pubbliche, con la trasformazione di piazze, giardini e monumenti in veri e proprie aree di sosta.

Queste condotte, oltre a minare il decoro urbano e la fruibilità degli spazi, si legge nei preamboli dell’atto firmato dal primo cittadino, hanno generato un senso di insicurezza e problemi di igiene tra residenti e turisti.

L’ordinanza mira anche a contrastare i danni ambientali, come lo sversamento di rifiuti e l’imbrattamento del suolo e degli edifici.

Il provvedimento non si limita a vietare il campeggio, ma estende le restrizioni all’uso improprio degli arredi urbani, come panchine usate per bivaccare, e al sostare in luoghi pubblici senza un motivo legittimo, causando intralcio e compromettendo il decoro.

È vietato, inoltre “occupare parchi, edifici, beni monumentali, archeologici e di utilizzare gli arredi urbani in maniera impropria nonché stazionare senza motivo legittimo (ad eccezione di attese legate a servizi o attività autorizzate) in aree pubbliche o aperte al pubblico, con una permanenza prolungata e non giustificata tale da determinare intralcio o pregiudizio al decoro urbano, all’igiene e alla sicurezza pubblica”.

Chi non rispetterà le nuove regole andrà incontro a una sanzione amministrativa che va dai 25 ai 500 euro.

L’ordinanza specifica inoltre che, al momento della contestazione, i trasgressori dovranno immediatamente cessare il comportamento illecito e ripristinare i luoghi a proprie spese. L’obiettivo è riaffermare il rispetto per gli spazi comuni e tutelare il patrimonio della città, garantendo un ambiente più sicuro e decoroso per tutti.