Due migranti ospiti in un centro d’accoglienza feriti a Nettuno in un’attacco notturno: indagini in corso

Due ospiti di un centro d'accoglienza colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. Indagini in corso per identificare i responsabili

Foto di repertorio.

Un episodio inquietante ha scosso la comunità di Nettuno nella notte tra domenica 24 e lunedì 25 agosto2025. Intorno alla mezzanotte, un gruppo di migranti all’esterno di un centro di accoglienza in via D’Andrea è stato preso di mira da colpi di pistola ad aria compressa sparati da un veicolo in corsa. Due uomini sono rimasti feriti, uno alla coscia e l’altro all’addome, medicati presso l’ospedale di Anzio.

Due ospiti di un centro d’accoglienza colpiti da colpi di pistola ad aria compressa. Indagini in corso per identificare i responsabili

Secondo le prime ricostruzioni, l’attacco è stato rapido e mirato: un uomo si è avvicinato a bordo di un veicolo, forse un’auto, forse una microcar, ai migranti mentre erano appena furi dalla struttura e ha sparato i colpi prima di allontanarsi rapidamente e a grande velocità.

Le forze dell’ordine, intervenute prontamente, hanno raccolto le testimonianze dei presenti e acquisito le registrazioni delle telecamere di sorveglianza presenti sul posto.

Al momento, non è chiaro se a bordo del veicolo vi fosse una sola persona o più individui.

Le ipotesi al vaglio degli investigatori spaziano da gesto di intimidazione a atto di natura razziale. Il fatto che i colpiti fossero ospiti del centro suggerisce che il bersaglio fosse scelto consapevolmente.

L’episodio ha generato forte preoccupazione nella comunità locale.

La struttura di via D’Andrea accoglie circa ottanta migranti ed è un punto di riferimento per assistenza e integrazione. I colpi esplosi nella notte hanno incrinato il senso di sicurezza, lasciando spazio a timori e interrogativi sul clima che si respira attorno al centro.

Al momento non ci sono fermati né sospettati ufficiali.

Le forze dell’ordine continuano a lavorare per ricostruire l’accaduto e identificare i responsabili. La vicenda mantiene alta l’attenzione pubblica su fenomeni che mettono in discussione sicurezza e tutela dei diritti fondamentali.

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