Senzatetto nelle Grotte di Nerone: chiusa l’area archeologica di Anzio

Le Grotte di Nerone stato occupato da senzatetto e usato come spiaggia libera. Il Comune interviene con lo sgombero e prepara un’ordinanza di interdizione

Le Grotte di Nerone

Senzatetto allontanati dalle Grotte di Nerone. Lo sgombero dall’area archeologica di Anzio è avvenuto oggi, 19 agosto. Il sito, situato sotto piazzale Nassirya e parte dei resti dell’antico porto neroniano, era da tempo occupato da persone senzatetto che lo avevano trasformato in un rifugio di fortuna.

Le Grotte di Nerone stato occupato da senzatetto e usato come spiaggia libera. Il Comune interviene con lo sgombero e prepara un’ordinanza di interdizione

L’intervento è stato eseguito dal personale del Comune di Anzio, che ha provveduto ad allontanare l’ultima persona presente e a chiudere l’accesso all’area con recinzioni metalliche, al fine di impedire nuovi ingressi.

È già pronta un’ordinanza di interdizione – ha dichiarato il sindaco Aurelio Lo Fazio –. L’area, oltre ad essere occupata, continua purtroppo a essere usata impropriamente come spiaggia libera”.

” Attendiamo ora – ha aggiunto il sindaco – un incontro con la Soprintendenza per discutere la riapertura del parco archeologico e stabilire le misure necessarie per la sua messa in sicurezza”.

Bagnanti abusivi

Il vicesindaco e assessore al Demanio, Pietro Di Dionisio, ha sottolineato come la situazione si protraesse da settimane, con diversi interventi della polizia locale per allontanare occupanti e bagnanti abusivi: “Alcuni avevano persino deciso di stabilirsi all’interno dell’area. Per questo si è reso necessario un intervento risolutivo e la chiusura definitiva”.

Ora il Comune attende il confronto con la Soprintendenza per definire i prossimi passi e restituire dignità e tutela a uno dei siti storici più significativi della zona.

Le Grotte di Nerone, resti di una villa imperiale

Le Grotte di Nerone ad Anzio fanno parte dei resti di una antica villa imperiale attribuita all’imperatore Nerone, situata tra l’Arco Muto e Capo d’Anzio.

La villa, costruita in età tardo-repubblicana e ampliata nei secoli successivi fino a Settimio Severo, si affacciava sul mare con terrazze, padiglioni, terme, giardini e ambienti per spettacoli.

Le “grotte” visibili oggi sono in realtà ambienti voltati di sostruzione del complesso termale.

La villa era celebre per la sua opulenza, come dimostrano i preziosi reperti artistici rinvenuti, tra cui la Fanciulla d’Anzio e il Gladiatore Borghese