Sfruttamento del lavoro e carenze nella sicurezza sulle spiagge libere di Ostia. Questa la grave denuncia lanciata da Cgil e Uil, che in una lettera congiunta indirizzata al Comune di Roma, al X Municipio e a Zetema Progetto Cultura S.r.l., segnalano l’utilizzo di contratti “pirata” per gli assistenti bagnanti impiegati nei lotti delle spiagge libere.
Spiagge libere di Ostia sotto accusa, sindacati denunciano contratti “pirata” e condizioni di lavoro al limite della legalità per i bagnini
Secondo i sindacati, i lavoratori sarebbero assunti con contratti meno tutelanti e condizioni economiche e normative fortemente svantaggiate, in palese violazione dell’Ordinanza balneare del 30 aprile 2025.
L’ordinanza, infatti, prevede l’applicazione obbligatoria di contratti di categoria, come il CCNL Fipe-Confcommercio, mentre la realtà denunciata evidenzia il ricorso a forme contrattuali non rappresentative, che rischiano di vanificare i progressi ottenuti negli anni in materia di tutela e sicurezza.
Paghe basse e turni massacranti: la testimonianza dei Lifeguards Italiani
A confermare e rafforzare la denuncia, è Alessandro Rocca, delegato di Lifeguards Italiani, associazione che si occupa della tutela degli assistenti bagnati dal punto contrattuale, che a Canale 10 descrive una situazione allarmante: “Viene adottato il contratto meno rappresentativo, quello che dà meno a tutti”.
“Le retribuzioni – spiega – si attestano su paghe fisse di 70-75 euro al giorno, compreso TFR, permessi, ferie e straordinari, insufficienti per coprire l’effettivo carico lavorativo. Questi lavoratori sono costretti a svolgere fino a 60 ore settimanali, spesso senza le necessarie sostituzioni”.
A ciò si aggiunge, in molti casi, la mancanza di garanzie fondamentali: visite mediche obbligatorie e corsi di sicurezza non vengono sempre effettuati. “Molti bagnini non hanno mai ricevuto la formazione né i controlli sanitari previsti dalla legge”, sottolinea il delegato che evidenzia come tale situazione metta a rischio non solo gli operatori ma anche la sicurezza dei bagnanti.
Concessioni balneari gestite male: “I bagnini visti come un costo da tagliare”
Critiche anche sulla gestione delle concessioni balneari, spesso assegnate senza considerare l’importanza del servizio di salvataggio e la tutela dei lavoratori. “I vincitori delle gare vedono i bagnini come un costo da tagliare, affidandosi a società terze che impiegano personale con contratti irregolari e condizioni precarie”, spiega Rocca.
Il Comune di Roma viene accusato di negligenza nella gestione dei bandi e di emanare ordinanze “poco chiare e insufficienti” per la sicurezza in spiaggia. “Si parla di ecosostenibilità e impatto ambientale, ma si trascura la sicurezza delle persone. Questa contraddizione crea situazioni di pericolo, con coste rese artificiali e meno sicure”, conclude.
La denuncia si chiude con un appello urgente alle istituzioni: “Serve un cambio di passo che metta al centro sicurezza, tutela dei lavoratori e qualità del servizio, per evitare disastri e garantire spiagge sicure per tutti”.


















