Sono scattati i sigilli all’interno di uno stabilimento balneare di Tivoli, dopo un’ispezione congiunta, avvenuta nelle ultime ore, della Asl Roma 5 e della Polizia Locale di Tivoli.
Il sequestro con i nuovi accertamenti nella struttura di Tivoli, già oggetto di indagini e per abusi edilizi e violazioni delle norme sanitarie
La chiusura è stata disposta per un’attività di somministrazione di alimenti e bevande all’interno dello stabilimento “La Sorgente”, precedentemente noto come “Albulè”.
Il provvedimento è stato emesso nella giornata di ieri, 8 agosto facendo seguito a un controllo scattato dopo diversi esposti. Durante l’ispezione, tecnici e agenti hanno scoperto che l’attività, gestita da un diciannovenne imprenditore rumeno titolare di una ditta di legnami, operava senza le necessarie autorizzazioni: in particolare senza la Scia alimentare per la registrazione sanitaria.
Tra le gravi mancanze riscontrate poi, anche carenze igienico-sanitarie tra mancanza di acqua potabile, spogliatoi e servizi igienici per il personale, e dulcis in fundo l’assenza della documentazione sulla sicurezza alimentare e del manuale di autocontrollo HACCP.
La lunga sequela di abusi edilizi
I problemi della struttura “La Sorgente” non sarebbero recenti. Già in passato, infatti come riporta il Tiburno, l’impianto è stato al centro di indagini e provvedimenti da parte delle autorità.
Nel 2012, la Polizia Locale ne aveva ispezionato il terreno, di proprietà della “Società Agricola Parco del Barco” e gestito dalla “Società Agricola H2SO srl”, scoprendo una serie di abusi edilizi: opere abusive come una vasta piscina di circa 76 metri per 30, realizzata senza le autorizzazioni, e chioschi in legno costruiti intorno alla vasca e adibiti a magazzino, bar e biglietteria, tutti privi dei permessi.
Nel 2023 per questi abusi era stata già emessa un’ordinanza che ingiungeva la demolizione entro 90 giorni.
Un ordine evidentemente mai eseguito per riparare agli illeciti a cui invece, dieci anni dopo la prima ordinanza di demolizione, nel 2023, la Polizia Locale aveva trovato sul terreno, un nuovo abuso edilizio: e cioè un’altra vasca irregolare di 17 metri per 10, riempita stavolta con acque sulfuree e utilizzata come stabilimento balneare in costruzione.
L’area in quel caso fu immediatamente sequestrata e il custode, un cittadino peruviano, denunciato per abuso edilizio. All’inizio dell’anno scorso il Tribunale di Tivoli ha accolto l’istanza di dissequestro, nonostante il parere contrario della Procura. Il giudice, aveva preso in esame delle aerofotogrammetrie storiche che avevano dimostrato l’esistenza della vasca già dal 2007.
Nonostante il recente dissequestro, la struttura “La Sorgente” continua a essere al centro dell’attenzione delle autorità per una serie di irregolarità che mettono in discussione la sua stessa esistenza.

















