Chi non li ha mai visti? I cartelli gialli, appiccicati ovunque in città: pali della luce, segnali stradali, muri. Promettevano svuota cantine e traslochi a prezzi stracciati, ma nascondevano altro. Dietro a quelle pubblicità abusive è stato scoperto un sistema criminale di smaltimento illecito dei rifiuti, portato alla luce dopo un anno di indagini della Polizia Locale.
Da fastidiosi segni di degrado urbano a prova di un’organizzazione criminale: scoperta e smantellata la rete di smaltimento illecito dietro ai “cartelli gialli”
Tutto è iniziato con le segnalazioni di cittadini esasperati dal degrado causato da quei cartelli appiccicati senza alcuna autorizzazione. Il Nucleo Ambiente Decoro ha scoperto che dietro a quel fastidio c’erano due imprese collegate, gestite da un italiano e da un cittadino extracomunitario, che con metodi illegali offrivano servizi di sgombero e smaltimento a basso costo.
Il sistema era semplice ma efficace: rifiuti spesso pericolosi venivano abbandonati in terreni, depositi abusivi e centri non autorizzati. Le multe per affissioni abusive? Più di 13.000, mai pagate.
Le indagini
Con videosorveglianza, pedinamenti e appostamenti disposti dal pm Giorgio Orano, la Polizia Locale ha ricostruito l’intera filiera illegale. Il titolare italiano dell’impresa aveva un ruolo di comando, supportato da dipendenti e dal titolare dell’altra ditta.
Pochi giorni fa, il 30 luglio, è scattata l’operazione “Yellow trash remove”: cinque autocarri usati per il trasporto abusivo di rifiuti, due aree di deposito non autorizzate e tonnellate di rifiuti pericolosi sono stati sequestrati.
I nove indagati, tra patrone e tuttofare, dovranno rispondere di traffico illecito di rifiuti e violazioni ambientali e fiscali.


















