Avevano venduto la dose letale a una 38enne di Colleferro: arrestati tre spacciatori di crack

Sgominata rete di spaccio di crack tra Roma e Castelli Romani: tre arresti dopo la morte per overdose di una donna a Colleferro

La stazione dei carabinieri di Colleferro

Un’indagine durata mesi, scaturita dalla tragica morte di una donna per overdose a Colleferro , ha portato all’arresto di tre persone accusate di far parte di una rete di spaccio che riforniva di crack la zona dei Castelli Romani e la periferia di Roma.

Sgominata rete di spaccio di crack tra Roma e Castelli Romani: tre arresti dopo la morte per overdose di una donna a Colleferro

Le manette sono scattate all’alba di oggi, martedì 5 agosto, con i carabinieri della Compagnia di Colleferro che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Velletri.

La vittima, una 38enne, è deceduta lo scorso 5 febbraio a Colleferro, comune a pochi chilometri da Roma.

La sua morte non è rimasta un semplice fatto di cronaca, ma ha dato il via a un’approfondita attività investigativa coordinata dalla Procura di Velletri.

I carabinieri hanno lavorato per ricostruire le ultime ore di vita della donna, riuscendo a risalire ai suoi fornitori.

Le indagini e il sodalizio criminale

Secondo quanto emerso dalle indagini, la dose fatale di crack sarebbe stata ceduta alla donna la sera del 4 febbraio da un 43enne, residente a Roma Tor Bella Monaca.

L’uomo, dopo aver consegnato almeno 3 grammi di stupefacente, si sarebbe allontanato, lasciando la donna al suo destino.

Il decesso è avvenuto nelle prime ore del mattino seguente.

L’attività investigativa ha permesso di svelare l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale, composto da una coppia di etnia sinti – un 37enne e una 32enne – e dal 43enne.

Il gruppo era specializzato nella vendita di crack a domicilio, servendo una vasta area che andava dai quartieri romani di Tor Bella Monaca, Giardinetti e Settecamini fino a comuni come Colleferro, San Cesareo, Frascati, Gallicano nel Lazio e Poli.

Il 43enne agiva come corriere, eseguendo gli ordini impartiti dalla coppia.

La fuga di uno dei pusher

Nel corso dell’indagine, i militari hanno anche scoperto che il 43enne aveva aiutato il 37enne a eludere un mandato di arresto per reati simili.

Lo aveva temporaneamente ospitato in un appartamento a Roma, ma la fuga è durata poco: il 6 marzo scorso, i carabinieri lo hanno rintracciato e condotto nel carcere di Rebibbia.

La donna 32enne, invece, era già ai domiciliari.

L’operazione, che ha portato al sequestro di diverse dosi di crack, sottolinea la pericolosità di questo tipo di spaccio, che con le sue consegne a domicilio raggiunge le vittime direttamente nelle loro case, con conseguenze spesso fatali.