“Pochi posti? Non è colpa di chi in ospedale ci lavora”. Un cartello affisso in uno dei corridoi dell’ospedale San Pietro Fatebenefratelli, in via Cassia 660 a Roma, avverte che la difficoltà per i pazienti di accedere a prestazioni in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non dipende dagli operatori.
Il cartello affisso all’ospedale San Pietro segnala la carenza di posti convenzionati a causa dei tagli al budget e invita i pazienti a non prendersela con il personale
Il messaggio, stampato e protetto da una busta trasparente (e non firmato), è spuntato in questi giorni su un corridoio affisso con nastro adesivo a un muro in marmo della struttura.
Nel testo si legge: “Si informa la gentile utenza che, a causa dei continui tagli al budget perpetrati nei confronti dell’ospedale, i posti in regime di servizio sanitario nazionale sono pochi e terminano in fretta. Pertanto vi chiediamo la cortesia di non addossare colpe agli operatori e al personale medico e non, se non trovate posto in convenzione ma solo a pagamento. Purtroppo non dipende dalla nostra volontà, e vi chiediamo di rispettare il lavoro degli addetti”.
Il cartello richiama l’attenzione su un tema ricorrente nel dibattito sanitario: la scarsità di risorse disponibili nelle strutture convenzionate, che spesso si traduce in una riduzione dei posti gratuiti o in tempi di attesa prolungati. Il personale sanitario, attraverso questo messaggio, invita i pazienti a non rivolgere proteste verso gli operatori.
Dati regionali: migliorano i tempi di attesa, ma non ovunque
Nello stesso periodo, la Regione Lazio ha diffuso una rielaborazione dei dati ufficiali relativi alle liste d’attesa, segnalando miglioramenti tra gennaio 2024 e giugno 2025 in diverse prestazioni diagnostiche e specialistiche.
Secondo i dati:l a mammografia è passata da 80 a meno di 4 giorni di attesa; la prima visita cardiologica da 17 a 2 giorni; la TAC dell’addome completo da 42 a 1 giorno e l’ecocolordoppler dei tronchi aortici da 80 a 4 giorni.
Permangono però criticità in alcuni settori. In chirurgia vascolare e angiologia, i tempi sono scesi da 70 a 32 giorni, ma restano elevati. In gastroenterologia e chirurgia endoscopica digestiva, la media è oggi di 50 giorni, partendo da un massimo precedente di 73.
Contratti scaduti e trattative in corso
Sul fronte del personale sanitario, è stato, intanto, aperto un tavolo di confronto per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale delle RSA, scaduto da oltre tredici anni. Le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl hanno definito questo passo come necessario ma insufficiente, segnalando l’urgenza di includere anche Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) per arrivare a un contratto unico di settore.
Secondo le organizzazioni sindacali, è necessario avviare anche la trattativa per il rinnovo del contratto Aiop/Aris della sanità privata, fermo al triennio 2016–2018. In caso contrario, non si escludono nuove mobilitazioni del personale.
Un caso clinico d’eccellenza
Nonostante le difficoltà legate al sistema, l’ospedale San Pietro Fatebenefratelli si è distinto nei giorni scorsi per un intervento ad alta complessità, realizzato in collaborazione con l’ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Grazie a una staffetta tra i due centri e a un intervento salvavita intrauterino, è stato possibile operare una neonata prematura di soli due chilogrammi, affetta da una massa tumorale di 800 grammi. La massa è stata rimossa subito dopo il parto, avvenuto alla trentesima settimana di gestazione.
La piccola è ora in buone condizioni di salute e si prepara a tornare a casa con la famiglia.


















