Il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge costituzionale che potrebbe segnare una svolta epocale per Roma. La riforma, attesa da anni, punta a ridefinire il profilo giuridico della Capitale, dotandola di poteri autonomi e risorse adeguate per affrontare le sfide di una metropoli moderna e complessa.
Il Consiglio dei Ministri approva la riforma costituzionale che garantisce a Roma Capitale maggiori poteri e autonomia amministrativa. Ma la strada è ancora lunga
Il cuore della proposta è l’inserimento di Roma Capitale all’interno dell’articolo 114 della Costituzione.
Un riconoscimento formale che la eleva a “ente territoriale di genere proprio”, distinto da Comuni, Province, Regioni e Città metropolitane. Un passaggio simbolico e sostanziale, che punta a colmare un vuoto normativo durato troppo a lungo.
Il disegno di legge apre la strada a una nuova stagione amministrativa per Roma.
Se approvato, conferirà alla Capitale la possibilità di legiferare in materie cruciali per il funzionamento e lo sviluppo della città.
Tra queste: mobilità urbana, sicurezza amministrativa, urbanistica, commercio, turismo, tutela dei beni culturali e ambientali, politiche sociali e edilizia pubblica.
Inoltre, sarà ridefinita l’organizzazione interna dell’amministrazione capitolina, con l’obiettivo di snellire le procedure e migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.
La spinta della Lega: “Roma torni a correre”
Tra i principali promotori del provvedimento c’è la Lega, che da tempo spinge per una maggiore autonomia degli enti locali.
I consiglieri capitolini Fabrizio Santori e Maurizio Politi parlano di “una svolta coerente con il progetto federalista del partito”, evidenziando come la riforma miri ad aumentare la responsabilità decisionale dei governi locali.
Fondamentale, secondo la Lega, sarà anche l riconoscimento di un’adeguata autonomia finanziaria, come previsto dall’articolo 119 della Costituzione.
Cosa succede ora
Il cammino della riforma, tuttavia, è ancora lungo.
Il testo dovrà essere approvato a maggioranza assoluta da entrambe le Camere.
In seguito, una legge ordinaria definirà nel dettaglio l’ordinamento di Roma Capitale, in accordo con il Consiglio regionale del Lazio e l’Assemblea capitolina.
Le nuove competenze legislative entreranno in vigore solo dopo le successive elezioni locali.
Nel frattempo, continueranno ad applicarsi le norme regionali attualmente in vigore.
La soddisfazione di Giorgia Meloni
In un videomessaggio, la premier Giorgia Meloni ha espresso la sua soddisfazione e ha sottolineato il ruolo speciale di Roma: “Roma non è una città come le altre. È la Città Eterna, la Capitale del cristianesimo e del Mediterraneo, il Comune più popoloso e più esteso della Nazione. Custodisce la più grande concentrazione mondiale di beni storici e culturali, ospita il Vaticano, gli organi costituzionali, numerose organizzazioni internazionali e le rappresentanze diplomatiche”.
Tuttavia, ha aggiunto Meloni, “nonostante tutto questo, Roma è governata con poteri simili a quelli di un piccolo Comune. Il confronto con altre capitali europee e mondiali, che godono di status particolari e poteri specifici, è impietoso. Questo è un tema che si discute da decenni, ma nessuno prima di noi aveva avuto il coraggio e la determinazione di affrontarlo concretamente”.
Poi il presidente del Consiglio ha ricordato: “È un impegno che abbiamo fissato nel programma di governo e che abbiamo mantenuto, perché tutte le Nazioni serie e degne di questo nome si rendono conto di quanto siano importanti la credibilità, il prestigio, l’autorevolezza della propria Capitale. E noi non vogliamo più essere da meno, perché investire su Roma significa investire sul futuro della Nazione”.
Gualtieri: “Il testo nasce dal confronto Campidoglio -Governo”
“Grande soddisfazione per l’approvazione del disegno di legge costituzionale sui poteri di Roma Capitale da parte del Governo”, ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri durante una conferenza stampa in Campidoglio. Il primo cittadino ha voluto esprimere il proprio ringraziamento alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alla ministra Maria Elisabetta Alberti Casellati e all’intero esecutivo.
Il provvedimento, secondo Gualtieri, rappresenta un punto di continuità con le proposte avanzate in passato dal centrosinistra e dalle forze che sostenevano il governo Draghi: “Il testo si colloca in forte continuità con quel lavoro”, ha sottolineato.
Per il sindaco, la proposta segna una svolta: “C’è una chiara volontà del Governo di rilanciare il percorso di riforma. È un testo importante anche perché nasce da un’interlocuzione serrata tra il Governo e il Campidoglio, un confronto che ha portato a un affinamento della proposta che considero ampiamente condivisa con Roma Capitale”.
Il Sindaco: “Risorse? Stimiamo la necessità di 1 miliardo”
Durante la seduta odierna dell’Assemblea capitolina, in concomitanza con l’approvazione del bilancio, Roberto Gualtieri ha spiegato che, alla luce dei tagli e delle carenze riscontrate, si stima un fabbisogno di circa un miliardo di euro.
Tuttavia, ha sottolineato che l’attribuzione di nuove funzioni potrebbe comportare anche risorse aggiuntive. “Abbiamo davanti a noi importanti progetti da finanziare – ha affermato il Sindaco nel corso della conferenza stampa in Campidoglio, successiva al via libera del Consiglio dei Ministri al disegno di legge sui poteri di Roma Capitale – Il governo ha già finanziato la Metro C, ma è fondamentale andare avanti: c’è la Metro D e molti altri interventi in programma”.
Un’opportunità per cambiare passo
Con questa riforma, Roma Capitale si avvicina alle principali capitali europee, ottenendo poteri e risorse commisurati alla sua rilevanza demografica, economica e sociale.
E’ una concreta opportunità per la città, che potrebbe finalmente acquisire gli strumenti necessari per gestire in autonomia il proprio destino..

















