Si aggrava il bilancio del virus West Nile nel Lazio. A Roma, il 28 luglio, è stata registrata la seconda vittima: un uomo di 77 anni è deceduto all’alba all’ospedale Lazzaro Spallanzani.
West Nile, nuova vittima a Roma: si chiamava Mario Tatangelo e aveva una vita attiva nonostante problemi di salute. Il contagio durante una vacanza con la moglie
In Campania, lsempre ieri, un 80enne ha perso la vita, segnando il primo decesso per questa infezione nella regione. Con questi due casi, il totale delle vittime in Italia sale a quattro nel 2025. La prima morte nel Lazio risale al 20 luglio: una donna di 82 anni di Nerola, in provincia di Roma.
Chi era la vittima di Roma
Il 77enne deceduto allo Spallanzani si chiamava Mario Tatangelo, imprenditore noto nel settore dell’alta moda, residente a Isola del Liri, in provincia di Frosinone. L’uomo aveva subito un trapianto di cuore nel 2014 ed era seguito dal centro cardiologico Camillo Forlanini. Conviveva inoltre con una forma cronica di insufficienza renale.
Secondo quanto riportato nel bollettino della Regione Lazio, il paziente aveva soggiornato per circa due settimane a Baia Domizia, in provincia di Caserta, dove con ogni probabilità è avvenuta l’esposizione al virus.
La febbre è comparsa il 20 luglio, con picchi fino a 40 °C. Il ricovero allo Spallanzani è avvenuto il 26 luglio, e la diagnosi di West Nile Virus è stata confermata il 28 luglio, tramite analisi di plasma e urine. Al momento del ricovero, l’uomo presentava lieve insufficienza respiratoria e stato confusionale, che ha richiesto accertamenti diagnostici (TC encefalo e torace, ECG). Il decesso è avvenuto alle 6:20 del mattino.
Il decesso in Campania
Sempre il 28 luglio, è morto anche un uomo di 80 anni all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, nel reparto di medicina d’urgenza. Era originario di Maddaloni, frazione Montedecore, ed era affetto da gravi patologie pregresse. Si tratta del primo decesso per West Nile in Campania. Nello stesso ospedale risulta ancora ricoverato un altro anziano, anch’egli di Maddaloni, con la stessa infezione.
Contagi in aumento nel Lazio
Nel Lazio sono stati confermati 16 nuovi casi di positività al virus West Nile, secondo quanto riportato dal bollettino regionale. Di questi, 4 presentano sindrome neurologica e 12 si manifestano con febbre.
Con questi nuovi dati, il numero complessivo dei casi registrati nel Lazio nel 2025 sale a 44 di cui 41 nella provincia di Latina (compresa la donna deceduta a Fondi), 2 nella provincia di Roma, e uno caso con esposizione probabile nella provincia di Caserta.
Il quadro nazionale: situazione aggiornata
A livello nazionale, le vittime confermate per il 2025 sono quattro: un uomo di 75 anni in Piemonte, deceduto a marzo per complicazioni neurologiche; l’82enne della provincia di Roma deceduta a luglio; Il 77enne di Isola del Liri morto a Roma; l’80enne di Maddaloni, deceduto a Caserta.
Come si trasmette il virus
Il West Nile Virus non si trasmette da persona a persona. È veicolato dalle zanzare del genere Culex, che si infettano pungendo uccelli serbatoio, come cornacchie e gabbiani, per poi trasmettere il virus all’essere umano.
Sintomi e incidenza
Nella maggior parte dei casi (circa l’80%), l’infezione è asintomatica. Il 20% dei contagiati sviluppa sintomi lievi come: febbre, mal di testa, nausea e dolori muscolari.
Solo l’1% circa evolve in forme neuro-invasive, come meningoencefalite o paralisi, soprattutto nei soggetti più fragili, come gli anziani o chi soffre di patologie croniche.
Le misure sanitarie nel Lazio e in Campania
Per contrastare la diffusione del virus, la Regione Lazio ha disposto: l’estensione del test per West Nile a tutti i donatori di sangue; misure precauzionali anche nell’ASL Roma 6, che comprende i Castelli Romani e il litorale sud; un’intensificazione della sorveglianza veterinaria sui cavalli, considerati sensibili al virus, nelle ASL di Roma 5 e 6, Frosinone e Latina.
Le raccomandazioni del Ministero della Salute
Il Ministero ribadisce alcune precauzioni fondamentali per limitare il rischio di contagio: usare repellenti per insetti, indossare abiti coprenti (maniche lunghe, pantaloni), installare zanzariere alle finestre, evitare ristagni d’acqua (vasi, sottovasi, secchi, contenitori all’aperto), cambiare frequentemente l’acqua nelle ciotole per animali domestici.
È inoltre attivo il Piano Nazionale Arbovirosi 2020–2025, coordinato da ISS, Ministero e Centro Nazionale Trapianti, per la prevenzione nei donatori di sangue e organi.
Perché il Lazio e la Campania sono i più colpiti
Le zone più colpite sono Latina, Anzio/Nettuno e il Casertano, ambienti favorevoli alla proliferazione delle zanzare per la presenza di zone umide, stagni, aree con vegetazione fitta e clima caldo-umido.
In soli 12 giorni, i casi nel Lazio sono passati da 2 a 44, e i decessi da 1 a 2.
Secondo l’infettivologo Gianni Rezza, pur non essendo in presenza di un’escalation anomala rispetto agli anni passati, la diffusione appare più estesa nel centro-sud, dove i sistemi di sorveglianza devono rimanere attivi.
Quando rivolgersi al medico
È fondamentale consultare il medico in presenza di sintomi sospetti, specie nei soggetti più a rischio. I campanelli d’allarme più comuni sono febbre persistente sopra i 38 °C, cefalea, nausea e vomito, e dolori articolari o muscolari. Nei casi più gravi si può manifestare torcicollo, rigidità nucale, stato confusionale, e alterazioni del comportamento.


















