
Dopo quasi cinque anni di attesa e una lunga battaglia legale, la giustizia ha emesso il suo verdetto: i medici Pietro Merli e Maria Rita Pinto sono stati assolti dall’accusa di omicidio colposo per la morte di Elisabetta Federico, per tutti Lisa, la ragazza di soli 17 anni deceduta, nel novembre 2020, all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
La giustizia dà ragione ai medici coinvolti nella tragedia di Elisabetta Federico, per tutti Lisa: “Il fatto non sussiste”, si conclude il processo
Il Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Roma ha accolto le tesi della difesa, pronunciando la formula “perché il fatto non sussiste“.
Lisa, adottata nel 2009 da Maurizio Federico e Margherita Eichberg, era una diciassettenne piena di vita.
Il suo calvario era iniziato qualche mese prima del decesso, quando una banale caduta dal monopattino aveva rivelato dei lividi sospetti, portando alla diagnosi di leucemia. Una malattia che, secondo le prime indicazioni, avrebbe dovuto essere curabile.
Il trapianto del midollo osseo
Il tentativo di salvezza era passato attraverso un trapianto di midollo osseo al Bambino Gesù. Ma purtroppo, una serie di complicanze post-operatorie ha spento per sempre la sua giovane vita.
Da quel tragico giorno, i genitori di Lisa hanno lottato incessantemente per ottenere chiarezza e giustizia, portando alla richiesta di condanna da parte della Procura per i due medici coinvolti nell’intervento e nella fase successiva.
Le accuse puntavano, tra l’altro, sul fatto che non fosse stato considerato il fratello di Lisa tra i possibili donatori.
La sentenza e la voce della difesa
Oggi, lunedì 14 luglio, il Gup ha posto fine al procedimento, ribaltando le richieste dell’accusa che aveva sollecitato due anni di carcere per il dottor Merli e un anno e sei mesi per la dottoressa Pinto.
La difesa, composta dagli avvocati Gaetano Scalise, Felicia D’Amico e dal professor Veneziani, ha presentato una ricostruzione tecnica e scientifica meticolosa, che ha evidentemente convinto il giudice della correttezza dell’operato dei professionisti.
“Siamo profondamente soddisfatti per una decisione che riconosce l’infondatezza delle accuse e l’assoluta correttezza dell’operato dei professionisti coinvolti – ha dichiarato l’avvocato Gaetano Scalise che ha espresso un misto di sollievo e amarezza per la narrazione distorta che, a suo dire, avrebbe accompagnato la vicenda in questi anni.
“Dispiace constatare che per lungo tempo la vicenda sia stata rappresentata in modo distorto da alcuni organi di stampa, che hanno sistematicamente ignorato la posizione della difesa – ha concluso – Oggi, finalmente, i fatti sono tornati a parlare”.
Il giudice si è riservato 90 giorni per depositare le motivazioni della sentenza, che segue peraltro l’archiviazione già disposta per il professor Franco Locatelli, anch’egli inizialmente sotto indagine.
L’assoluzione dei medici chiude un capitolo doloroso, lasciando ai familiari di Lisa il compito di elaborare un lutto che, purtroppo, nessuna sentenza potrà mai cancellare.

















