Prima osservavano le auto di passaggio fino alla sosta a Terme di Caracalla, poi spuntavano da dietro i monumenti, armati con punte di trapano e grimaldelli, per assaltarle. Un incubo che avveniva sistematicamente, fino a quando il blitz dei Carabinieri non ha messo fine al business dei furti nelle auto di una banda di stranieri, sorpresi con gli arnesi da scasso in flagrante.
Dal campo Nomadi di via Candoni a Caracalla con l’auto deposito degli arnesi da scasso per fare razzia
Vittime dei tre denunciati erano soprattutto i turisti in sosta nei pressi dello splendido sito archeologico di Terme di Caracalla, che con il sistema di fingersi visitatori del sito balzavano sui veicoli per saccheggiare tutto quello che vi veniva lasciato all’interno per il solo tempo di una visita.
L’ultimo appostamento e l’intervento dei Carabinieri
L’ultimo allarme è scattato l’altra mattina, quando una pattuglia dei Carabinieri della Stazione di Roma Aventino, in transito in via Antonina, ha notato i tre individui aggirarsi a piedi tra le auto in sosta, con l’aria di chi stava scrutando con attenzione gli interni degli abitacoli, alla ricerca di oggetti di valore lasciati incustoditi.
Una passeggiata fuori dal contesto archeologico che non è sfuggita ai militari che si sono lanciati sul posto e hanno fermato i tre per un controllo approfondito, interrompendo così quella che sembrava essere una fase di preparazione per un colpo.
La tecnica del furto nelle auto
A poca distanza dal luogo del blocco, a conferma dell’intento di una mattinata di furti, anche l’auto deposito degli attrezzi: un veicolo preso a noleggio dai tre individui, al cui interno sono state trovati torce per ispezionare l’interno del bagagliai e arnesi da scasso, tra cui le punte da trapano, comunemente impiegate dai ladri per infrangere i vetri delle vetture con un solo colpo e, soprattutto, riducendo al minimo il rumore.
La banda proveniente dal campo nomadi di via Candoni
Le ulteriori verifiche sui tre individui denunciati poi, hanno permesso di accertane la provenienza e il domicilio presso il campo nomadi di via Candoni.
L’accusa a loro carico ora è quella di essere gravemente indiziati del reato di possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli, e strumenti atti allo scasso senza una valida giustificazione. Oltre alla denuncia penale, nei loro confronti è stato emesso un ordine di allontanamento.















