Castelporziano, la spiaggia non apre. Labur: “Messi a gara gli abusi”

Labur: "La Capitaneria denuncia da un anno opere irregolari, mentre il Comune mette a bando strutture abusive e chiede concessioni contra legem"

La spiaggia libera di Castelporziano - canaledieci

Le spiagge di Castelporziano, fiore all’occhiello del litorale romano, sono al centro di una controversia che sta sollevando seri interrogativi sulla legalità e la trasparenza dell’operato del Comune di Roma. Da oltre un anno, la Capitaneria di Porto ha richiesto invano all’Amministrazione Capitolina di ripristinare lo stato dei luoghi, eliminando opere abusive presenti sull’arenile. Tuttavia, in un paradosso amministrativo, il Dipartimento Patrimonio del Comune, ha messo a bando proprio quelle strutture abusive.

Labur: “La Capitaneria denuncia da un anno opere irregolari, mentre il Comune mette a bando strutture abusive e chiede concessioni contra legem”

Una situazione sollevata da Labur che in una nota odierna, configura l’ipotesi di un potenziale illecito, in quanto secondo il laboratorio di urbanistica civica, appare quanto meno discutibile la legalità di affidare tramite gara opere che non rispettano le normative vigenti, in una vicenda che getta un’ombra sulla gestione delle concessioni balneari e sulla reale volontà di sanare le irregolarità.

Contraddizioni amministrative e le vane promesse dell’Assessore Zevi

La questione sarebbe poi ulteriormente aggravata dalle dichiarazioni pubbliche dell’Assessore al Patrimonio del Comune di Roma, Tobia Zevi. Come riferiscono gli esperti di Labur, in un video diffuso sui social il 15 giugno, l’Assessore annunciava l’imminente avvio dei servizi balneari – chioschi, salvataggio, bagni pubblici – a partire dal 7 luglio, esprimendo soddisfazione per le “buone gare” condotte nel segno della trasparenza e della legalità.

Eppure, a soli due giorni dalla data promessa, il 9 luglio, la Capitaneria di Porto ha nuovamente scritto al Comune di Roma, ribadendo la richiesta, ormai annosa, di eliminare le opere abusive.

Dinieghi della Capitaneria e mancanze documentali

La Capitaneria di Porto non si è limitata a denunciare gli abusi, ma ha anche espresso il suo diniego alla richiesta del Comune di Roma di concedere le aree in “occupazione preventiva”, una procedura contraria al Codice della Navigazione.

Si tratta infatti di un’aggiudicazione provvisoria che, per essere valida, necessiterebbe di una serie di passaggi e ottemperanze, previste dalla legge, che a quanto pare non sono stati rispettati.

Ulteriormente, la Capitaneria ha richiesto al Comune di fornire le posizioni camerali mancanti relative ad Happy Surf One, società che, secondo le prime verifiche, non avrebbe i requisiti previsti dal bando, ma che comunque  risultata vincitrice proprio dell’unico lotto privo di abusi.

Il danno ai cittadini e le accuse all’Amministrazione

L’unica nota positiva, seppur parziale riferisce Labur, sarebbe rappresentata dalla voltura della concessione, avvenuta solo di recente e su segnalazione, dal Presidente del Municipio X, Mario Falconi, al Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri.

Un passaggio, avvenuto dopo l’uscita del bando, che mette in chiaro le responsabilità, anche se quello che è certo, purtroppo, è che i romani non avranno a disposizione i servizi sulla Spiaggia del Presidente della Repubblica almeno fino a fine luglio.

Secondo quanto riferisce il laboratorio di urbanistica infatti, per concedere il 45bis al Comune, la Capitaneria di Porto ha chiarito con precisione tutti i passaggi che devono essere rispettati dal concessionario Roma Capitale:

Siamo di fronte ad un mix letale di arroganza e ignoranza da parte dell’Amministrazione Capitolina. Ignoranza amministrativa nel chiedere un atto arrogante, perché contra legem, in nome della somma urgenza derivante da un’incapacità amministrativa. Ricordiamo – proseguono – che la delega per ottenere il 45bis è del Sindaco. È lui che si deve assumere la responsabilità di ottemperare a quanto richiesto dalla Capitaneria e non i gestori, per altro provvisori, di un raffazzonato bando di gara” – concludono.