Un nuovo atto vandalico ha colpito la comunità di Rocca di Papa, con un blitz che la notte scorsa ha devastato un’opera divenuta simbolo di bellezza e rigenerazione urbana: il murale “La bambina con l’orecchino“.
Presa di mira l’opera di Luis Gomez de Teran: l’ipotesi di un boicottaggio dei progetti della Rete d’Impresa locale dietro all’ennesimo atto vandalico
L’opera è stata realizzata a giugno dal rinomato artista internazionale Luis Gomez de Teran, incantando i residenti e i visitatori, fino a quando nelle ultime ore ignoti non ne hanno barbaramente deturpato il volto.
la foto denuncia del grave episodio, ha fatto il giro dei social scatenando un’ondata di sdegno e condanna, e riaccendendo il dibattito sulla tutela del patrimonio artistico pubblico e la solidarietà invece nei confronti dell’artista, venezuelano di nascita, e romano di adozione.
“Stamattina ci siamo svegliati così: avviliti, arrabbiati, sconcertati. Una vergogna senza precedenti” – il commento di una utente sui gruppi locali, a rappresentare la rabbia della comunità di Rocca di Papa, furiosa per l’ennesimo atto vandalico contro il murale.
“Prendersela con un’opera d’arte è un gesto vile e meschino. Frutto sicuramente di tanta ignoranza, perché vuol vuol dire che la storia non insegna proprio nulla, e la certezza che si sta crescendo una generazione di imbecilli e viziati”.
L’attacco al volto della bambina
il volto della giovane protagonista del murale è stato colpito durante la notte con la vernice, scritte, uova e pomodori marci, un gesto incomprensibile che secondo un’opinione comune dei residenti non sarebbe una bravata, ma “un atto vandalico mirato” e peraltro non il primo blitz contro l’opera.
Questo attacco infatti segue un furto sull’opera pochi giorni fa e a meno di un mese dalla fine dell’opera e l’inaugurazione. Nel primo episodio di vandalismo, ignoti staccarono l’orecchino in acciaio della bambina: una sfera specchiata che rifletteva il suggestivo panorama dall’alto del centro storico dov’è la casa che fa da tela all’opera.
In quel caso è subito intervenuta la Rete d’Impresa che ha commissionato il progetto mentre in questo il danno è più grave visto che la vernice ha compromesso l’intera parte centrale dell’opera, rendendo necessario un intervento di restauro più complesso e costoso.
“C’è tanta tanta tanta rabbia!” In questo murale, “c’è dietro il lavoro di tre anni e l’impegno di tantissime persone”, compreso il “grande impegno del Presidente Mamo Max”. I commercianti, che “resistono e vanno avanti tra mille difficoltà ”, considerano questo “una mancanza di rispetto non solo verso la nostra comunità , ma soprattutto verso la nostra categoria. Ma noi andiamo avanti lo stesso”
Il significato del murale in un progetto di valorizzazione boicottato da ignoti
“La bambina con l’orecchino” non era solo un’opera d’arte; era parte integrante di un ambizioso progetto di valorizzazione urbana attraverso la street art, promosso dalla Rete d’Impresa locale con il sostegno delle istituzioni.
E l’opera di Gomez de Teran aveva conquistato l’ammirazione generale non solo per la sua indiscussa qualità artistica, ma anche per il suo profondo significato simbolico: una bambina che guarda con fierezza lo spettatore, con un orecchino che riflette, letteralmente, lo splendore dei Castelli Romani e l’anima stessa della città .
Con il secondo episodio di vandalismo ora, è scattata la richiesta unanime di adottare maggiori misure di tutela per il bene pubblico e di accelerare l’installazione di sistemi di videosorveglianza nei punti più sensibili e critici del territorio.


















