Violentata dal branco nell’auto in viaggio sull’Aurelia, 4 persone gravemente indiziate di reato sono state arrestate oggi, mercoledì 4 giugno, dai carabinieri della stazione di Santa Marinella.
Violentata dal branco nell’auto in viaggio sull’Aurelia, gli indagati sono stati arrestati dai carabinieri di Santa Marinella
L’ordine di custodia cautelare è stato emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Civitavecchia per il grave episodio verificatosi nella notte tra il 10 e l’11 maggio scorsi, lungo un tratto della consolare compreso tra le località di Ladispoli e Santa Marinella.
Secondo quanto appurato durante le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica della cittadina portuale tirrenica, l’aggressione si sarebbe consumata sul sedile posteriore della vettura in movimento dove la vittima, in un contesto di estrema vulnerabilità e, seduta tra due degli indagati, ha poi denunciato di essere stata costretta a subire atti sessuali non consenzienti.
Mentre uno dei quattro guidava l’auto gli altri, in concorso tra loro e nonostante le disperate grida di aiuto della donna, avrebbero proseguito l’attività criminosa minacciandola e colpendola anche al viso per ridurla al silenzio e alla totale incapacità di reazione.
Le visite mediche fatte successivamente in pronto soccorso hanno documentato la presenza di numerose lesioni fisiche, lividi diffusi e la frattura di una costola e delle ossa nasali giudicate guaribili in venti giorni.
Chiusa in parte questa prima fase delle indagini preliminari la Procura della Repubblica ha disposto la misura della custodia cautelare in carcere per tre dei presunti responsabili e degli arresti domiciliari per l’ultimo facente parte del gruppo.
Gli indagati sono a disposizione dell’autorità per il giudizio di convalida e dovranno rispondere dei reati di violenza sessuale di gruppo e di lesioni aggravate.
I militari dell’Arma proseguono, intanto, le verifiche di eventuali ulteriori responsabilità anche allo scopo di assicurare alla vittima di questa raccapricciante aggressione il massimo sostegno da parte delle istituzioni.
E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.


















