Strade verso il mare del Circeo senza autovelox: la Provincia li sospende tutti

La Provincia di Latina sospende tutti gli autovelox installati sulle strade di sua competenza. Restano attivi quelli gestiti dai comuni 

Foto di repertorio

La Provincia di Latina spegnerà tutti gli autovelox installati lungo le strade provinciali, quelle cioè di sua competenza. La decisione, che riguarda circa una trentina di dispositivi, arriva dopo un’ondata di ricorsi al Giudice di Pace, molti dei quali accolti per via della mancata omologazione degli strumenti.

La Provincia di Latina sospende tutti gli autovelox installati sulle strade di sua competenza. Restano attivi quelli gestiti dai comuni

Resteranno invece attivi gli autovelox gestiti direttamente dai comuni, che non rientrano nella sospensione decisa dall’ente provinciale. In sostanza la questione dell’omologazione ha messo in discussione la legittimità di molte multe e la Provincia si è vista costretta a intervenire.

Pioggia di ricorsi contro i dispositivi non omologati

Il boom di ricorsi contro le multe da autovelox, quasi sempre vinti dai cittadini, è ormai un problema annoso che riguarda tutta l’Italia.

Un’ondata che sta travolgendo i Giudici di Pace e che si basa su un punto chiave: i dispositivi attualmente in funzione nel nostro paese non sono legalmente omologati. “Sono tutti illegali”, precisa a Canale 10 Carlo Spaziani, ufficiale in pensione della Polizia Locale di Roma Capitale, uno dei maggiori esperti italiani di sistemi di rilevazione elettronica della velocità.

Il parere del re degli autovelox, Carlo Spaziani

“La legge italiana – spiega Spaziani, noto per il suo impegno nel contestare la legittimità delle multe emesse tramite autovelox prevede l’approvazione ministeriale delle singole apparecchiature con identificazione tramite matricola. Questo è previsto dall’articolo 345, comma 2, del D.P.R. 495/1992. Ma tale approvazione, quale conseguenza dell’omologazione del modello, non esiste, perché l’omologazione dei prototipi è impossibile con le attuali leggi vigenti”.

I dispositivi in uso, secondo l’esperto, hanno spesso solo una “approvazione preventiva”, cioè il riconoscimento dei requisiti tecnici, ma non l’omologazione finale necessaria per renderli legalmente utilizzabili su strade pubbliche.

“È come voler immatricolare una macchina che non è mai stata omologata dal costruttore – continua – Non si può fare”.

Sistema di tarature fuori norma e danno erariale

Carlo Spaziani denuncia anche un sistema di tarature fuori norma: “I laboratori che effettuano le verifiche annuali non sono accreditati presso il Ministero competente, come richiesto dalla Legge 273/1991, articolo 4 comma 2. Sono regolari come laboratori privati, ma non possono operare per conto della Pubblica Amministrazione”.

Questo, a detta di Spaziani, comporta anche un potenziale danno erariale e una violazione fiscale: “Gli strumenti con cui si effettuano le tarature dovrebbero a loro volta essere certificati dal sistema metrico nazionale, ma spesso non lo sono. È un’anomalia gravissima”.

“Scrivere su un verbale dispositivo omologato o approvato equivale a falso ideologico”

Non solo: “Scrivere su un verbale che un dispositivo è ‘omologato’ o ‘approvato’ quando non lo è realmente, equivale a falso ideologico in atto pubblico, perseguibile d’ufficio ai sensi dell’articolo 479 del Codice Penale”.

La situazione, secondo Spaziani, è un “cane che si morde la coda”. Le leggi non permettono l’omologazione, ma i dispositivi vengono utilizzati lo stesso. I giudici spesso si trovano disorientati, con sentenze contrastanti.

Il Parlamento deve intervenire, ma nessuno lo fa – accusa Spaziani –  È lo Stato che deve risolvere questo groviglio normativo”.

Sentenza Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha stabilito che le multe degli autovelox non omologati sono nulle, invalidando anche la decurtazione dei punti patente. L’approvazione tecnica non basta, serve anche l’omologazione che ne attesti le caratteristiche funzionali. La taratura periodica non sostituisce l’omologazione.