Allarme rapine a Roma sud: minorenni presi di mira dalle baby gang all’EUR e Laurentino

L'accorato appello di una mamma dopo la rapina al figlio 12enne picchiato dalla baby gang: "Tra genitori dobbiamo unirci per proteggere i nostri ragazzi"

Immagine non collegata ai fatti

Il preoccupante fenomeno delle baby gang a Roma sud, sta tornando alla ribalta, con un’escalation di episodi che si stanno verificando da mesi. Dall’EUR al Laurentino, tra i genitori è scattato soprattutto l’allarme rapine a danno dei figli minorenni, presi di mira specialmente nelle aree adiacenti ai grandi centri commerciali.

L’accorato appello di una mamma dopo la rapina al figlio 12enne picchiato dalla baby gang: “Tra genitori dobbiamo unirci per proteggere i nostri ragazzi”

Bande di giovanissimi, alcuni dei quali poco più che adolescenti, stanno seminando il panico a Roma sud tra i loro coetanei, con l’obiettivo principale di impossessarsi di abbigliamento griffato, denaro, e soprattutto, telefoni cellulari. Diversi gli episodi che da tempo stanno destando preoccupazione, e delineato una specie di mappa dei luoghi in cui i ragazzi vengono presi di mira, seguiti ed anche malmenati a scopo rapina.

I raid delle baby gang: obiettivo cellulari e abbigliamento di marca

Le zone più colpite dagli attacchi di queste baby gang, sono quelle che ruotano attorno ai luoghi di aggregazione giovanile, trasformati in teatri di episodi scioccanti, e frequentati anche grazie ad appuntamenti organizzati tramite note chat usate dai giovani, come quella divenuta celebre all’epoca del suo lancio, con il nome “usciamo”.

Le indagini e le testimonianze social, avrebbero ormai delineato una dinamica ben precisa: l’obiettivo primario sono oggetti di valore facilmente rivendibili o desiderabili tra i giovani. Si tratta in particolare di scarpe di marca molto costose e ricercate, contanti e, soprattutto, smartphone di ultima generazione.

Restano comunque i telefoni cellulari il bottino più ambito per la loro facilità di occultamento e la loro immediata rivendibilità, spesso sul mercato nero, mentre per le aggressioni, gli obiettivi sono i luoghi affollati ma con possibili vie di fuga, oppure le zone meno presidiate, nelle vicinanze delle vie dello shopping, sfruttando l’elemento sorpresa e forse, anche la superiorità numerica. 

Violenza e ostentazione social: il pericolo passa da note chat di adolescenti

Ciò che desta maggiore preoccupazione è la giovanissima età di molti membri di queste bande, dove spicca la presenza di adolescenti e persino pre-adolescenti all’interno dei gruppi criminali, che rivela dinamiche sociali complesse.

All’adesione anche inconsapevole delle conseguenze, a queste gang, che spesso scaturisce dalla ricerca di identità, senso di appartenenza e, purtroppo, dal fascino di uno “status” raggiunto tramite atti di prepotenza e violenza, si aggiunge poi un dato ancora più allarmante, e cioè la tendenza a riprendere le aggressioni con i cellulari, in una ricerca di notorietà simile alle “challenge” virali.

L’allarme social lanciato da una mamma: “Uniamoci per trovare una strategia e proteggere i nostri figli”

E’ stata una mamma, a lanciare in questi giorni un accorato appello su un gruppo social dell’Eur, denunciando un grave episodio che ha coinvolto il figlio poco più che 12enne:

Ieri mio figlio di 12 anni e mezzo è stato aggredito con un pugno nell’occhio da un ragazzino che gli ha chiesto di consegnargli le scarpe. E’ successo in un parco dietro ad Euroma2“.

Queste le parole di un lungo tam tam di allarme, in cui la donna ha poi sottolineato le difficoltà nel far desistere il figlio dal frequentare gli amici conosciuti tramite le chat che organizzano incontri in luoghi a rischio, per poi invitare i genitori dei ragazzi che frequentano il gruppo “usciamo”, ad unirsi per concordare una strategia comune, mirata a far capire ai figli i pericoli di andare in giro da soli, e in determinate zone.

Il ragazzo è stato aggredito con un pugno all’occhio per le sue scarpe, un episodio shock che lo ha poi convinto ad accettare regole ben precise sulle uscite, in attesa che venga messo un freno al fenomeno:

“Ho provato molte volte a far desistere mio figlio a non andare con questi amici delle chat che organizzano le uscite in quei posti tra i quali spicca per pericolosità un parchetto che si trova a ridosso del centro commerciale. Prego ora tutte le mamme dei ragazzi del gruppo che prima si chiamava “usciamo”, di unirci e concordare, se volete, una strategia comune per cercare far capire ai nostri figli di non andare in giro da soli per centri commerciali e quelle zone. Dopo aver tentato molte volte, la mia insistenza ha ora ottenuto almeno delle regole. Quando adesso vuole vedere i membri di quel gruppo potrà farlo solo accompagnato da noi; soltanto a Viale Europa al MC Donald’s di Piazza Sturzo o comunque posti simili pieni di gente. Gli ho chiesto poi avere sempre nome, cognome e telefono di chi vede e di un genitore e infine lo riportiamo a casa noi” – ha concluso.

La donna ha già sporto denuncia ai Carabinieri e informato la scuola, ma ha sottolineato l’importanza di un’azione congiunta dei cittadini, per arginare questo fenomeno preoccupante e proteggere i ragazzi.