Bimbo morto a Casal Palocco: Youtouber e sfide social nel mirino dell’Unione Europea

Entro fine agosto le grandi piattaforme digitali dovranno denunciare rischi e reati connessi al fenomeno delle sfide social

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La vicenda del piccolo Manuel, morto a Casal Palocco nel terribile incidente di giovedì scorso 15 giugno 2023 ha acceso i riflettori sulla mancanza di regole efficaci sull’uso di Internet. In particolare sulle sfide social come la ‘challenge’ lanciata su YouTube dai The Borderline di guidare per 50 ore consecutive la Lamoborghini Urus che si è schiantata sulla Smart a bordo della quale si trovava il bimbo di 5 anni. Eppure un primo giro di vite nei confronti delle sfide social potrebbe arrivare da un nuovo regolamento approvato in via definitiva dal Parlamento europeo e integrato da una decisione della Commissione Ue che introduce una serie di limitazioni sul libero uso della rete da parte degli utenti attivi sulle grandi piattaforme digitali.

Entro fine agosto le grandi piattaforme digitali dovranno denunciare rischi e reati connessi al fenomeno delle sfide social

Il nuovo regolamento del Parlamento europeo sulla disciplina dei Mercati digitali dell’Ue (Digital Service Act) potrebbe imporre a brevissimo termine significative limitazioni nell’uso spregiudicato dei social anche da parte di Youtuber come i The Borderline. Entro il prossimo 25 agosto 2023, infatti, le grandi piattaforme digitali che raggiungano più del 10 per cento dei 450 milioni di consumatori europei dovranno collaborare con le autorità nazionali denunciando eventuali reati e segnalare i contenuti suscettibili di comportare “rischi particolari o che possano arrecare danni alla società”. A partire dal 17 febbraio 2024 queste restrizioni riguarderanno tutti gli operatori del mercato digitale a prescindere dalle loro dimensioni. Ma a stretto giro i primi che si dovranno adeguare sono i big di Internet e nella lista, redatta dalla Commissione Ue, figurano YouTube, Facebook, Twitter, TikTok e Google ma anche altri giganti del commercio elettronico come Amazon e Alibaba.

Appare di tutta evidenza che il richiamo a contenuti, quanto meno pericolosi se non illegali come la sfida challenge del Lamborghini Urus andranno segnalati alle autorità nazionali e, se non rispondenti alla normativa comunitaria rimossi come, peraltro, le piattaforme più sensibili alla sicurezza degli utenti già fanno ma in un ambito di discrezionalità destinato a subire i nuovi limiti. Le grandi major di Internet dovranno per prima cosa consegnare alla Commissione europea un documento di valutazione del rischio e specificare le misure assunte nel rispetto delle disposizioni fissate nel Digital Service Act. Il regolamento è stato pensato anche sull’onda di fenomeni che vanno molto oltre le sfide social lanciate dagli Youtuber di The Borderline ma punta comunque a garantire un maggiore controllo pubblico sulle piattaforme on line.

Le nuove norme comunitarie ampliano i poteri di intervento delle autorità nazionali sui contenuti social ritenuti illegali o pericolosi per gli utenti

Il giro di vite più pesante, infatti, è contro la diffusione di contenuti pericolosissimi per bambini e adolescenti come il fenomeno che va sotto la denominazione di “Blue Whale”, la balena blu che ha tendenza a spiaggiarsi e quindi autoeliminarsi in particolari condizioni. Si tratta di sfide “challenge” nate nel 2016 sotto forma di scommesse apparentemente innocue e poi degenerate nell’assumere comportamenti autolesionistici, azioni pericolose come sporgersi da palazzi, cornicioni, finestre, scattare dei selfie sull’orlo di un baratro oppure, in casi estremi nell’”hanging Challenge” in cui il partecipante alla sfida deve stringersi una cintura al collo e resistere il più possibile.

E’ chiaro che, tutto ciò, ha poco a che fare sia con i contenuti pubblicati su YouTube dai The Borderline, peraltro attivi anche nella promozione di campagne a favore dell’ambiente, ma non esclude a priori, come accaduto nella vicenda del Suv che di scommessa in scommessa si oltrepassino i limiti della sicurezza. Sulla vicenda di Casal Palocco sarà la magistratura ad avere la parola definitiva sia sulla dinamica e sia sulle responsabilità dell’incidente ma è chiaro che, alla luce di quanto accaduto e delle nuove norme contenute nel Digital Service Act, non potrà più restare tutto come se nulla fosse accaduto.