Il vergognoso abbandono dello stabilimento balneare ‘Aneme e Core’ di Ostia (FOTO)

Dopo Casetta, Village ed ex Ufficio Tecnico, lo stabilimento balneare 'Aneme e Core' è un altro caso di gestione sciagurata del Demanio da parte del Campidoglio

Nuove immagini dolorose di abbandono dello storico stabilimento balneare ‘Aneme e Core’, stanno facendo il giro del web, diffuse con crescente rabbia e indignazione dai residenti, e che rivelano una situazione di degrado inaccettabile per un’area un tempo simbolo di aggregazione e balneazione. Quello che fu un vivace punto di riferimento per i cittadini di Ostia, si presenta oggi come un rudere fatiscente e pericoloso, frutto di una gestione del Demanio che appare, agli occhi della comunità, gravemente negligente da parte del Campidoglio.

Dopo Casetta, Village ed ex Ufficio Tecnico, lo stabilimento balneare ‘Aneme e Core’ è un altro caso di gestione sciagurata del Demanio da parte del Campidoglio

Il quadro che emerge dalle testimonianze fotografiche è allarmante: vetrate completamente sfondate, docce trasformate in improvvisati e insalubri bagni pubblici disseminati di escrementi, cumuli di immondizia che giacciono indisturbati da settimane, diventando un habitat ideale per la proliferazione di topi.

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Cumuli di rifiuti infiammabili abbandonati nello stabilimento – canaledieci.it

Ma il dato più inquietante è la segnalazione della presenza di una bombola del gas abbandonata all’interno di un ripostiglio fatiscente, una vera e propria bomba a orologeria situata a pochi passi dalle abitazioni circostanti – segnala l’attivista di Ostia Mauro Delicato autore del report fotografico, che aggiunge – Questa situazione di abbandono ha trasformato l’area in un rifugio precario per senzatetto, un punto di ritrovo per vandali e giovani teppisti, aumentando il senso di insicurezza e degrado nel quartiere”.

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Bombole abbandonate nello stabilimento – canaledieci.it

Uno scenario desolante: immobilità istituzionale e rischi concreti per la collettività

Di fronte a questo scenario desolante, sorgono spontanee e legittime le domande dei cittadini: “Chi è responsabile di questo stato di abbandono? Dov’è l’intervento del Comune di Roma? Dove sono le azioni concrete del Municipio X? Qual è il ruolo di AMA nella mancata rimozione dei rifiuti? Dove sono le forze dell’ordine che dovrebbero garantire la sicurezza e il rispetto della legalità?” – prosegue Delicato nella denuncia della condizione dell’‘Aneme e Core’, che non è più solo uno spazio urbano degradato ma si configura come una minaccia concreta per la sicurezza e la salute pubblica di Ostia Ponente, richiedendo risposte immediate e azioni risolutive prima che si verifichi l’irreparabile.

La battaglia dei cittadini per salvare ‘Aneme e Core’: tra vandalismi, incertezze sul futuro e proteste

Da giorni, una mobilitazione spontanea di cittadini di Ostia e di Roma, molti dei quali storici frequentatori dello stabilimento, sta portando avanti una strenua battaglia per salvare ‘Aneme e Core’.

Già nel febbraio scorso, dopo atti vandalici subiti dal vicino Village, anche l’Aneme e Core finì nel mirino di ignoti, facendo scattare l’allarme social tra i residenti per i possibili collegamenti tra i blitz. Un episodio emblematico fu il ritrovamento di pedalò di salvataggio dello stabilimento abbandonati sull’arenile, segno di un’intrusione e di un’azione inspiegabile all’interno della struttura, anch’essa sotto amministrazione giudiziaria.

La doccia fredda dell’intervento delle ruspe, per i sostenitori del lido, arrivò all’inizio di aprile, quando il Campidoglio mise a gara la gestione di sei stabilimenti balneari, un ristorante e un chiosco sulle spiagge di Ostia, escludendo inspiegabilmente ‘Aneme e Core’, destinato, secondo le comunicazioni, alla demolizione in quanto ritenuto abusivo.

Una decisione che suscitò incredulità e forte opposizione, soprattutto alla luce di documenti e fotografie d’epoca che testimoniano la preesistenza di un cantiere nautico nell’area, riconvertito poi a stabilimento balneare con regolare autorizzazione rilasciata dallo stesso Comune di Roma.

La battaglia per ‘Aneme e Core’: simbolo della lotta dei cittadini di Ostia e la difesa del proprio territorio

La prospettiva della demolizione ha generato un’ondata di preoccupazione tra gli ex abbonati e i residenti, che temono che l’area, una volta trasformata in spiaggia libera, possa subire la stessa sorte di altri tratti di costa limitrofi, spesso colonizzati da senzatetto e tendopoli improvvisate.

La protesta social è culminata il 14 aprile in un sit-in di una quarantina di persone davanti ai cancelli del lido, all’angolo tra piazza Scipione l’Africano e lungomare Paolo Toscanelli. Lo striscione “Spiaggia chiusa, comunità tradita” sintetizzava il sentimento dei manifestanti, che chiedono una revisione della decisione del Campidoglio e un intervento urgente per riqualificare l’area, evitando un ulteriore degrado e garantendo la sicurezza del quartiere.