Licenziato minaccia e ricatta l’ex cognato ed ex datore di lavoro l’80enne Roberto Pompi re romano indiscusso del tiramisu, spillandogli decine di migliaia di euro. Ma alla fine per il ricattatore si sono aperte le porte del carcere.
Minacce e ricatti al re del tiramisu: arrestato l’ex cognato (ormai licenziato) con l’accusa di estorsione
Protagonista del ricatto Giovanni C., un 42enne di Albano Laziale già noto alle forze dell’ordine, ora arrestato dai Carabinieri della Compagnia di Castel Gandolfo con l’accusa di estorsione e tentata estorsione.
Il provvedimento è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Velletri a seguito di un’indagine che ha fatto emergere gravi indizi a carico dell’uomo, ex cognato ed ex dipendente licenziato per giusta causa dall’imprenditore romano Roberto Pompi che da San Giovanni ha esportato il tiramisù anche all’estero.
Secondo quanto accertato, il 42enne avrebbe preteso con insistenza 50.000 euro in contanti dall’imprenditore, arrivando anche a minacciarlo di morte. Le pressioni includevano riferimenti ad affiliati della criminalità organizzata romana, nel tentativo di intimidire ulteriormente l’imprenditore.
Nonostante percepisse la disoccupazione (NASpI) dall’INPS, l’uomo avrebbe comunque ottenuto, a partire da novembre scorso, quasi 80.000 euro.
I versamenti
I versamenti, come ricostruito dai Carabinieri della Tenenza di Ciampino attraverso accertamenti bancari e patrimoniali, sono stati effettuati su carte di pagamento intestate al sospettato, con causali che facevano riferimento alla presunta costituzione di una società, allo scopo di mascherare la reale natura delle transazioni.
Le indagini hanno evidenziato la natura estorsiva delle richieste, portando così al fermo dell’uomo, che è stato tradotto nel carcere di Velletri. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare in carcere.




















