Saluto romano ad Acca Larenzia, la Procura di Roma chiede il processo per 31 militanti

Acca Larenzia, contestate le violazioni delle leggi Scelba e Mancino. L’inchiesta dopo la commemorazione del 7 gennaio 2024

Il saluto romano a Acca Larenzia

La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 31 persone accusate di aver compiuto il saluto romano durante la commemorazione del 7 gennaio 2024 davanti all’ex sede del Movimento Sociale Italiano in via Acca Larenzia.

Acca Larenzia, contestate le violazioni delle leggi Scelba e Mancino. L’inchiesta dopo la commemorazione del 7 gennaio 2024

I fatti sono avvenuti nel corso della cerimonia in memoria di Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, i tre giovani militanti uccisi nel 1978, evento che ogni anno richiama esponenti della destra radicale tra saluti romani e triplo presente.

L’indagine, coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi e condotta da Carabinieri e Digos, ipotizza la violazione delle leggi Scelba e Mancino, che puniscono l’apologia del fascismo e la propaganda di idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico. La richiesta di processo segue la chiusura delle indagini avvenuta a dicembre.

Il procedimento si inserisce in un contesto giuridico ridefinito da una recente pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione.

Nelle motivazioni depositate nell’aprile 2023, i giudici supremi hanno stabilito che, per configurare il reato, è necessario valutare concretamente il contesto in cui il gesto viene compiuto: la valenza simbolica del luogo, la connessione al periodo storico, il numero dei partecipanti e l’insistenza del gesto possono contribuire a determinare il pericolo di emulazione.

Proprio queste valutazioni sono alla base della decisione della Procura, che ha potuto identificare gli indagati anche grazie all’analisi di immagini e video girati durante la manifestazione. I trentuno imputati sono in gran parte militanti del movimento di estrema destra Casapound, perlopiù mai pentiti.

Mai pentiti

Convocati in Questura, per l’elezione di domicilio, l’atto che informa l’indagine in corso a loro carico, i militanti hanno dichiarato a chiare note: “Nessuna denuncia ci potrà impedire la commemorazione di Acca Larenzia“.