Ostia, convalidato l’arresto dell’indiziato degli incendi seriali agli stabilimenti balneari

Il presunto piromane degli Stabilimenti Balneari di Ostia, resta in carcere: è indiziato di essere  responsabile di tutti gli episodi incendiari

Il giovane di 24 anni, senza fissa dimora, fermato per la serie di incendi che hanno colpito diversi stabilimenti balneari di Ostia nella serata di mercoledì 26 marzo, rimane in custodia cautelare dopo la convalida dell’arresto da parte del GIP di Roma. Confessione confermata durante l’interrogatorio.

Il presunto piromane degli Stabilimenti Balneari di Ostia, resta in carcere: è indiziato di essere  responsabile di tutti gli episodi incendiari

Si aggrava la posizione del 24enne italiano Alessando Marchili, senza fissa dimora, fermato dagli agenti della Squadra Mobile di Roma con l’accusa di essere il responsabile dei numerosi incendi dolosi che hanno devastato diversi stabilimenti balneari sul litorale di Ostia.

Al termine dell’interrogatorio di convalida, tenutosi davanti al Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) di Roma, il fermo è stato convalidato e nei confronti del giovane è stata applicata la misura cautelare della custodia in carcere.

Confessione ribadita davanti al GIP: “Ho agito per tristezza e frustrazione”

Durante l’interrogatorio con il GIP, il giovane ha nuovamente ammesso la propria responsabilità negli incendi, confermando quanto già dichiarato al Pubblico Ministero Stefano Opilio giovedì scorso.

Secondo quanto emerso, il 24enne avrebbe motivato i suoi gesti con sentimenti di “tristezza” e “frustrazione”, sostenendo di aver agito da solo nell’appiccare i roghi. Sebbene il ragazzo abbia fatto riferimento a quattro dei sette incendi divampati negli stabilimenti, il giudice lo ha ritenuto responsabile di tutti gli episodi contestati, sulla base degli elementi probatori raccolti dagli inquirenti.

Accusa formale di incendio doloso e richiesta di perizia psichiatrica

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo, vede il giovane accusato formalmente del grave reato di incendio doloso. Le indagini della Squadra Mobile, decisive per l’individuazione del presunto piromane, si sono avvalse principalmente dell’analisi accurata delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza presenti nella zona degli stabilimenti colpiti.

Grazie a queste riprese, gli investigatori sono riusciti a ricostruire i movimenti del 24enne e a raccogliere elementi di prova significativi a suo carico. In considerazione del contesto personale del ragazzo, cresciuto nel quartiere San Giovanni in un ambiente familiare difficile, la Procura di Roma ha annunciato che disporrà una consulenza psichiatrica per valutare le sue condizioni mentali e la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti.

Modalità degli incendi: materiali facilmente reperibili e accendino

Dalle prime ricostruzioni e dalle ammissioni del 24enne, è emerso che gli incendi sarebbero stati appiccati utilizzando materiali facilmente reperibili, come pezzi di plastica e legno, unitamente a bombolette spray e un semplice accendino.

Questa modalità “artigianale” non ha però diminuito la gravità degli atti, che hanno causato ingenti danni economici alle strutture balneari e generato un forte allarme nella comunità di Ostia. La serie di roghi ha infatti destato preoccupazione tra i gestori degli stabilimenti e tra i residenti, con il timore che potessero ripetersi ulteriori episodi.

Impatto sulla stagione balneare e reazione della Comunità di Ostia

Gli incendi seriali hanno rappresentato un duro colpo per il tessuto economico e turistico di Ostia, già provato da diverse problematiche legate a concessioni e ricorsi, a poco più di un mese dall’avvio della stagione balneare.

Dalla comunità di Ostia, sconcerto e condanna di fronte a questi atti vandalici, che aggiungeranno motivazione all’imminente fiaccolata che si svolgerà il prossimo 2 aprile a Piazza Anco Marzio, alla luce delle recenti dichiarazioni dell’ex prefetto Gabrielli.

Le indagini proseguono per accertare eventuali complicità

Nonostante la confessione del giovane, gli inquirenti non escludono del tutto la possibilità che possa aver agito con la complicità di altre persone. Le indagini proseguono quindi per accertare se vi siano altri soggetti coinvolti negli incendi o se il ventiquattrenne abbia agito da solo, come da lui dichiarato.