Le strade di Ostia si trasformano in un nuovo vibrante set cinematografico con le riprese del film “Il Falsario”, la nuova creatura di Cattleya che segna il suo ritorno al genere “crime”: un filone che ha consacrato la casa di produzione grazie a successi internazionali come “Gomorra” e “Suburra”.
Ciak si gira “Il Falsario”: a Ostia il set dell’ultima produzione crime Cattleya, dopo “Gomorra” e “Suburra”. Tutti i divieti per le riprese del film
Questa volta, il progetto cinematografico trae ispirazione dal libro “Il Falsario di Stato” di Nicola Biondo e Massimo Veneziani, portando sullo schermo una storia liberamente ispirata alla controversa figura di Antonio Giuseppe Chichiarelli, meglio noto come Tony, un personaggio ambiguo legato alla famigerata Banda della Magliana.
L’inizio delle riprese nel 2024 ha suscitato grande curiosità e aspettativa, confermando ancora una volta il forte legame tra il territorio romano e le narrazioni cinematografiche di genere noir.
Un team di talenti per raccontare l’ombra degli anni ’70 e ’80
La sceneggiatura de “Il Falsario” è affidata alla penna esperta di Sandro Petraglia, autore di alcune delle pellicole più iconiche del cinema di genere italiano, tra cui “Romanzo Criminale”, “La Meglio Gioventù” e “Mio Fratello è Figlio Unico”.
La sua capacità di immergersi nelle dinamiche complesse del crimine e di tratteggiare personaggi indimenticabili è una garanzia per la riuscita del progetto.
A dirigere “Il Falsario” è stato chiamato Stefano Lodovichi, regista apprezzato per il suo lavoro in serie televisive di successo come “Christian”, “Il Cacciatore” e “Il Processo”, dimostrando una particolare affinità con atmosfere intense e narrazioni avvincenti.
Il film si propone di ricostruire il clima di tensione e paura che ha caratterizzato l’Italia durante gli anni ’70 e ’80, un periodo storico denso di misteri e trame oscure, fornendo uno sfondo inquietante e realistico alla vicenda del protagonista.
Ostia tra macchine d’epoca ed effetto pioggia: Il set notturno che cattura l’immaginario
Le riprese de “Il Falsario”, iniziate nel corso del 2024, proseguono tra diverse location di Roma e, in questi giorni, si concentrano particolarmente ad Ostia.
L’impatto della produzione sul territorio è palpabile, come testimoniato dallo scatto “rubato” dal fotografo Michele Carelli, che documenta un’intensa scena in pieno allestimento durante la notte.
L’immagine rivela la cura per i dettagli scenografici, con la presenza di auto d’epoca che contribuiscono a ricreare l’atmosfera degli anni passati, e l’immancabile effetto pioggia, un elemento stilistico spesso associato alle narrazioni crime che contribuisce a creare un’ambientazione cupa e suggestiva.
Nonostante la figura di Tony Chichiarelli fosse più legata ad altri contesti cittadini e la sua “specializzazione” fosse la falsificazione di opere d’arte di autori come Fantuzzi, Omiccioli, Tamburi, Purificato e persino Mantegna, la scelta di Ostia come set sottolinea ancora una volta la capacità del cinema di trasformare i luoghi e di integrarli nella narrazione, anche se in modo evocativo e non strettamente biografico.
Le riprese in notturna e i divieti di sosta per le riprese che si svolgeranno in diverse zone di Ostia
Nonostante l’attenzione mediatica e la curiosità del pubblico intorno a “Il Falsario” continuino a crescere, alimentando l’attesa per questa nuova incursione di Cattleya nel cuore nero della mala romana, gli scrosci d’acqua e il caos della macchina del cinema, hanno tolto il sonno ad un interno quadrante cittadino.
Le riprese, come spiegano i residenti di via Almagià e Via delle Fiamme Gialle, sono partite intorno alle 23,00 e sono andate avanti per un paio d’ore. Un fastidio tollerato visto che la produzione aveva fatto in modo di avvisare su quanto sarebbe avvenuto per due giorni.
Le riprese ad Ostia peraltro non sono finite. Stamattina, la macchina del cinema si è spostata in un altro quadrante come richiesto dalla produzione e come segnalato nella determina relativa alle zone occupate dai camion della produzione.
L’occupazione temporanea di suolo pubblico è infatti stata concessa in via Edoardo Almagià , ma anche in via Adolfo Cozza, da Via Pietro Ercole Visconti a Via delle Sirene, dove in ambo i lati c’è il divieto di transito al momento del ciak, per il posizionamento del set, per mq 200;
Stessa cosa in via delle Sirene, dal civico 46 a via Adolfo Cozza, per il posizionamento di n. 6 mezzi tecnici che poi si sposteranno in via delle Fiamme Gialle, per mq, 156; e nella stessa via delle Fiamme Gialle, da Piazza Alberto Alessio al civico 30, per il posizionamento di n. 6 mezzi tecnici, per mq 156.
Infine l’OSP è stata richiesta in via dell’Idroscalo, ma più che altro nell’area di parcheggio ricompresa tra via della Tortuga e Via delle Ebridi, per il posizionamento di n. 10 mezzi tecnici.
Foto e video del fotografo Michele Carelli
















