Ostia, il caso della donna annegata: la Procura chiede l’archiviazione, la figlia non ci sta

Luigia Palmisano, annegata sulla "Spiaggia Grigia" di Ostia: la Procura verso l'archiviazione, ma la famiglia combatte per verità e giustizia

Nella foto, partendo da sinistra il tratto di spiaggia a settembre 2023 e a giugno del 2024 con il servizio di salvataggio

La Procura di Roma ha richiesto l’archiviazione del caso relativo alla morte di Luigia Palmisano, la donna deceduta per annegamento il 6 settembre 2023 a Ostia. Nessuno risulta iscritto nel registro degli indagati, una decisione che ha scatenato la reazione della figlia della vittima, Luana Borgognoni, pronta a dare battaglia in tribunale.

Luigia Palmisano, annegata sulla “Spiaggia Grigia” di Ostia: la Procura verso l’archiviazione, ma la famiglia combatte per verità e giustizia

Il corpo di Luigia Palmisano era stato ritrovato sulla battigia della spiaggia libera “Grigia” a Ostia Ponente. Da subito, la figlia della donna aveva presentato una denuncia per omicidio colposo contro i vertici dell’amministrazione capitolina, ritenendoli responsabili della mancata adozione di misure di sicurezza idonee a prevenire incidenti in quel tratto di mare, privo di postazioni di salvataggio.

Mancanza di sicurezza e omissioni: le accuse della figlia

La figlia della vittima Luana Borgognoni, ha evidenziato come, a seguito del fallimento dei bandi per il servizio di salvataggio, non fossero state adottate misure alternative, come il divieto di balneazione. Inoltre, ha sottolineato la pericolosità nota della zona, confermata da numerosi interventi di salvataggio e dal ripetersi di decessi durante l’estate del 2023.

Autopsia conferma l’annegamento, ma non basta per individuare responsabilità

La denuncia aveva portato all’apertura di un fascicolo, ma inizialmente senza un esame autoptico. Solo su insistenza della famiglia, la Procura aveva successivamente disposto l’autopsia, che ha confermato la morte per annegamento da asfissia meccanica, escludendo il malore come causa del decesso.

Indagini superficiali e cambi di rotta: i dubbi della famiglia

Tuttavia, la recente richiesta di archiviazione da parte del nuovo sostituto procuratore ha lasciato sgomenta la famiglia della vittima. In particolare, la figlia della donna ha denunciato che le prime indagini condotte da parte dei Carabinieri della stazione locale avrebbero, in modo assai sbrigativo, ricondotto la morte a cause naturali, senza ritenere necessaria l’individuazione di eventuali responsabilità penali. A pesare sulla decisione della Procura, anche la presenza di cartelli indicanti la balneazione non sicura.

Un’indagine che sembrava promettere sviluppi: il cambio di magistrato

Fino a pochi mesi fa, l’indagine sembrava destinata a identificare eventuali responsabili. A gennaio, l’allora PM titolare del caso, la dottoressa Spinelli, aveva chiesto l’identificazione dei vertici capitolini, un segnale chiaro di una possibile iscrizione nel registro degli indagati. Tuttavia, con il passaggio di consegne ad altro magistrato, la linea d’indagine ha subito un drastico cambiamento, culminato nella richiesta di archiviazione.

La battaglia di una figlia per la giustizia: un caso che va oltre Ostia

La figlia della vittima non intende arrendersi. Secondo Borgognoni, il caso rientra in una tendenza più ampia che vedrebbe le amministrazioni pubbliche sottrarsi a responsabilità anche in situazioni di grave negligenza, come nel caso di giovani motociclisti deceduti a causa del dissesto stradale o ciclisti travolti in piste invase dalla sabbia.

Per questo, la donna ha annunciato la volontà di presentare formale opposizione alla richiesta di archiviazione, nel nome della memoria della madre e della ricerca di giustizia.

Domenico Stamato