E’ indagato il chirurgo che ha effettuato la liposuzione in una struttura privata a Roma alla 62enne di Ardea Simonetta Kalfus, morta dopo pochi giorni all’ospedale Grassi di Ostia. La procura di Roma procede per omicidio colposo.
Per la morte della 62enne Simonetta Kalfus indagato il chirurgo dello studio privato romano che ha proceduto alla liposuzione. Alle sue spalle già una condanna
Sul chirurgo estetico un 73enne – condannato a settembre in primo grado per lesioni gravi in seguito a un intervento estetico al seno di una trentenne, è il primo degli indagati.
Al vaglio della procura ci sarebbe anche l’anestesista che lo ha assistito e un medico del pronto soccorso della clinica Sant’Anna di Pomezia che aveva dimesso la donna dopo un primo ricovero. La donna solo con l’aggravarsi della suo stato di salute è stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Ostia dove quattro giorni dopo è deceduta.
Sequestrate le cartelle cliniche
I carabinieri della compagnia di Anzio, che indagano sulla vicenda dopo la denuncia presentata dalla figlia della donna, hanno acquisito le cartelle cliniche delle varie strutture e tutta la documentazione sanitaria relativa alla donna.
Gli investigatori stanno inoltre vagliando la documentazione relativa allo studio in zona Cinecittà dove è stata eseguita la liposuzione per stabilire se fosse tutto a norma.
Cruciale al fine delle indagine saranno gli esiti dell’autopsia effettuata nei giorni scorsi.
Simonetta, dopo l’operazione di chirurgia estetica, avrebbe iniziato ad accusare dolori e poi febbre. Dopo essersi recata prima all’ospedale di Pomezia le sue condizioni hanno continuato a peggiorare fino al ricovero al Grassi di Ostia dov’è morta dopo alcuni giorni in coma.
Il dramma di Simonetta in dodici giorni

Il dramma si apre il 6 marzo. Simonetta parte da Ardea per sottoporsi a un intervento estetico in un centro medico privato a Roma, in zona Cinecittà. Vuole rendere più armoniosi glutei e fianchi. Un intervento di routine, le viene assicurato.
Da quel momento comincia, invece, ad avere un malessere generale che coi giorni si aggraverà sempre più. Il 14 marzo il ricovero d’urgenza all’ospedale Grassi di Ostia dove finisce subito in coma vegetativo.
La paziente viene dirottata nel reparto di rianimazione, ma le sue condizioni appaiono sempre più disperate. Il pomeriggio del 18 marzo si spengono le speranze e i medici ne dichiarano la morte.
I familiari non hanno mai avuto dubbi. Già al momento del ricovero segnalano che il drammatico stato di salute è da ricollegare all’intervento estetico di liposcultura effettuato giorni prima.