Un grave atto intimidatorio con minacce di morte rivolte alla Pro Vita & famiglia onlus, è avvenuto nel weekend. All’indomani del grande corteo transfemminista che ha percorso il centro della Capitale, è apparsa su una strada del Rione Celio la scritta “Uccidi i Pro Vita”, che ha fatto scattare la denuncia social dell’associazione e gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine.
Indagini in corso per identificare i responsabili: l’associazione Pro Vita chiede maggiore tutela e condanna il clima di intimidazione
La frase inquietante è apparsa su un avviso pubblico a pochi passi dalla sede nazionale dell’organizzazione in viale Manzoni. Un segno che secondo la nota dell’Associazione, è stato presumibilmente lasciato durante il caos della manifestazione dedicata alla Giornata internazionale dei diritti della donna, e che per questo, ha fatto supporre che fosse a firma di ignoti partecipanti del corteo.
Reazione di Pro Vita & Famiglia
L’associazione ha espresso forte preoccupazione per l’accaduto, sottolineando come l’atto intimidatorio sia avvenuto nonostante la presenza di forze dell’ordine a protezione della sede:
“Questa minaccia di morte è apparsa dopo la manifestazione trans-femminista di ieri 8 marzo a Roma, a pochi passi dalla sede nazionale, nel frattempo circondata da camionette e agenti dei Carabinieri per scongiurare l’ennesimo assalto dei collettivi di estrema sinistra”, ha dichiarato l’associazione in un comunicato.
Richiesta di maggiore tutela
Pro Vita & Famiglia ha intanto lanciato un appello alle istituzioni e alle forze politiche, chiedendo una condanna ferma dell’atto intimidatorio e un rafforzamento delle misure di sicurezza a tutela dell’associazione.
“C’è un clima di crescente intimidazione e sempre più esplicita violenza contro chi promuove la dignità della Vita umana senza distinzioni e in ogni fase dell’esistenza, specialmente la più fragile e vulnerabile. Dov’è lo sdegno di politica e istituzioni? Dove sono i paladini di democrazia, diritti, pluralismo e libertà di opinione? Adesso basta silenzi e complicità ”, ha dichiarato l’associazione.
Indagini in corso
Con la denuncia le forze dell’ordine hanno intanto avviato le indagini per identificare i responsabili dell’atto intimidatorio. Accertamenti che potrebbero trovare risposte analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, per ricostruire l’accaduto e risalire agli autori della scritta minacciosa.
Appello al Ministro dell’Interno
L’associazione Pro Vita & Famiglia, attraverso il suo portavoce, ha rivolto infine un appello diretto al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, affinché vengano rafforzate le misure di sicurezza a protezione di chi si batte pacificamente per la dignità umana. Il gesto avvenuto nel weekend non è il primo contro l’associazione.















