Nasce a Ostia l’Osservatorio per la legalità: Federico Ruffo ci mette la faccia

Federico Ruffo di “Mia manda Rai Tre” presiede il nuovo Osservatorio per la legalità sul litorale romano

Nasce a Ostia l’Osservatorio per la legalità e l’antimafia sociale del X Municipio di Roma capitale. A presiederlo sarà Federico Ruffo, lidense doc, nonché giornalista, scrittore e conduttore del programma televisivo “Mi manda Rai Tre”.

Federico Ruffo di “Mia manda Rai Tre” presiede il nuovo Osservatorio per la legalità sul litorale romano

Il nuovo organismo consultivo punta a rafforzare la cultura della legalità e di contrasto alle mafie e ai clan attivi anche nel territorio della cittadina tirrenica che avrà a disposizione un ulteriore punto di riferimento oltre che di partecipazione alla vita pubblica grazie alle funzioni consultive e propositive che gli sono state attribuite per fini istituzionali.

Del nuovo pool faranno parte due consiglieri della maggioranza e uno dell’opposizione del parlamentino locale, rappresentanti del corpo dei vigili urbani di Roma Capitale, ed esponenti delle tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil presenti anche nelle scuole primarie e secondarie del territorio.

Una realtà composita su cui ha deciso di mettere la faccia Federico Ruffo per il suo legame con il Lido di Roma e per il suo impegno nella lotta alla criminalità organizzata.

L’Osservatorio nascente svolgerà compiti di stimolo con le istituzioni locali, e le associazioni antimafia e antiracket oltre che le scuole e le realtà produttive del territorio per promuovere iniziative culturali e sociali in nome della legalità, da un lato, e al fine di accrescere, dall’altro, la consapevolezza sui fenomeni criminali e sui fattori che contribuiscono alla loro crescita a livello locale e nazionale.

All’analisi di questi fattori verranno contrapposte le caratteristiche positive di tutte quelle realtà che, invece, operano nel rispetto della legalità sia nel settore dell’economia di mercato, sia in quelli del volontariato e del Terzo settore.

La prima riunione dell’Osservatorio è prevista per lunedì prossimo 3 marzo.

La scelta di un personaggio della caratura di Federico Ruffo non è, quindi, casuale perché già nel 2018 il giornalista fu vittima di un attentato incendiario alla casa dove viveva nel borgo di Ostia Antica. All’origine delle intimidazioni le inchieste condotte dal cronista per conto di Report, un’altra nota trasmissione d’inchiesta di Rai Tre. Il video suscitò la solidarietà della sindaca Virginia Raggi e fu condiviso, tra l’altro, dal vicepremier grillino Luigi di Maio.

Ruffo e sua moglie sono stati oggetto di nuove minacce nello scorso mese di novembre quando furono accusati di essere’ndranghetisti al soldo di massoni e lobbisti” dopo la messa in onda su ‘Mi manda Rai Tre’ di un servizio realizzato dal giornalista sui ristoranti abusivi e delleorecchiette fatte in strada” a Bari e dei filmati che mostravano, tra l’altro, una delle pastaie della città vecchia che gestiva un locale privo di autorizzazioni nel salotto di casa sua.

E’ stata una mia scelta pienamente consapevole e non è, invece, una scelta della mia famiglia che nulla ha a che vedere con il mio lavoro”, aveva commentato, in quell’occasione, Ruffo.

Un anno prima la polizia di Stato aveva recuperato il personal computer e gli hard disk che erano stati sottratti al giornalista da ladri che, venuti a conoscenza delle notizie e della notorietà della vittima si erano sbarazzati del materiale rubato dopo che le forze dell’ordine erano riuscite a geolocalizzare la posizione dove era stata nascosta la refurtiva.

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