Rivoluzione spiagge di Ostia: il Campidoglio assegnerà gli stabilimenti per la stagione balneare 2025

Il Consiglio di Stato convalida la gara delle concessioni scadute annullata dal X Municipio e l’assessore comunale al Demanio e Patrimonio annuncia l’avvio di un bando per l’assegnazione dei restanti stabilimenti balneari

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Sarà una rivoluzione con molte ombre e poche luci quella che il Campidoglio intende attuare già dalla prossima stagione balneare riguardo alla gestione delle spiagge. L’assessore comunale al Demanio e Patrimonio, Tobia Zevi, incontrando una delegazione di rappresentanti dei concessionari, ha annunciato loro che a gennaio prossimo verrà lanciato il bando per l’affidamento di una trentina di stabilimenti balneari, per un anno e già a partire dall’estate 2025. Nel frattempo il Consiglio di Stato ha riconosciuto come valida la gara svolta sotto la Giunta pentastellata Di Pillo/Raggi annullata dalla Giunta Falconi/Gualtieri.

Il Consiglio di Stato convalida la gara delle concessioni scadute annullata dal X Municipio e l’assessore comunale al Demanio e Patrimonio annuncia l’avvio di un bando per l’assegnazione dei restanti stabilimenti balneari

Accelerazione da parte del Comune di Roma Capitale sulla gestione degli stabilimenti balneari di Ostia. Ua delegazione di concessionari capeggiata da Massimo Muzzarelli (ex Sporting Beach, revocato), Eddy Moscara (Belsito) e Michele De Fazio (Bicocca) insieme con alcuni consulenti legali, ha incontrato l’assessore capitolino al Demanio e Patrimonio, Tobia Zevi. La programmazione della prossima stagione, con le necessarie manutenzioni e i relativi investimenti, impone di conoscere le intenzioni dell’amministrazione rispetto alle concessioni e all’attuazione della direttiva Bolkestein.

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Nella foto Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative

L’assessore ha dichiarato con chiarezza l’intenzione dell’amministrazione di lanciare i bandi di gara per le assegnazioni degli stabilimenti balneari. Nonostante la deroga concessa dal Governo fino al 2027 e pure in assenza dell’adozione del Pua (Piano di Utilizzazione degli Arenili), il Campidoglio intende assegnare la gestione delle spiagge con un’asta di pubblica evidenza. L’escamotage tecnico-giuridico è di fare ricorso alla legge regionale sul turismo 19/2016 che da una parte non consente ulteriori proroghe ma “prevede la possibilità di dare corso a procedure competitive di assegnazione transitoria della concessione (per la durata di una stagione balneare)”.

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Le ombre sulla qualità della stagione balneare 2025

Sebbene le intenzioni del Campidoglio rappresentino un forte segnale politico, la decisione comporterà sicuramente tempi e valutazioni che rischiano di compromettere la prossima stagione balneare. Confidando nel completamento del lavoro propedeutico per la stesura dei bandi (vanno definite con esattezza la consistenza e la planimetria degli stabilimenti, riconoscendo le eventuali strutture abusive da demolire a spese dei concessionari), i tempi sembrano più che risicati. Specie se, come prevedibile, i contenziosi successivi al concorso daranno vita a ricorsi legali amministrativi.

C’è, poi, la questione legata agli investimenti. Difficile ipotizzare tra concessionari uscenti e quelli subentranti, affidatari per una sola stagione, impegni economici per garantire un’offerta adeguata in servizi e infrastrutture. Soprattutto per quegli impianti che le mareggiate stanno inesorabilmente distruggendo come la Pinetina, l’Hibiscus, il Kursaal, lo Shilling, lo Sporting Beach e il Venezia. Oppure per la Casetta, distrutta dagli atti vandalici e dall’abbandono seguenti all’erronea decadenza di concessione adottata dal Campidoglio.

Subentro in 12 stabilimenti

Suscita scalpore, poi, la sentenza emessa in copia dal Consiglio di Stato riguardo a dodici vertenze a favore di altrettanti ricorrenti che hanno chiesto il rispetto della graduatoria dell’avviso pubblico varato nel dicembre 2020 dalla giunta pentastellata Di Pillo/Raggi. In quell’atto si metteva a gara l’assegnazione di 37 stabilimenti balneari: parteciparono 47 imprenditori interessati alla gestione di 24 impianti. A ottobre 2021 la graduatoria che, però, è stata annullata dalla Giunta Falconi/Gualtieri nel mese di dicembre 2021.

A fare da battistrada nel rispetto della graduatoria era stata l’assegnazione del V-Lounge che ha cambiato gestione; ora riguarda un’altra dozzina di lidi.

Tra le motivazioni accolte dai giudici amministrativi a favore degli imprenditori vincitori di quel bando, c’è la mancata pubblicazione sull’Albo Pretorio della determina di revoca di quella graduatoria. Un’inadempienza del X Municipio giudicata tanto grave al punto di consentire ai ricorrenti di presentare il ricorso anche oltre i termini.

Già in questi giorni stanno arrivando le notifiche dei subentri ai diversi concessionari che dovranno sgomberare di cose e persone i loro impianti che devono essere rilasciati ai vincitori di quella gara ad evidenza pubblica.