As Roma, c’è il nuovo allenatore: Daniele De Rossi succede a Josè Mourinho

Daniele De Rossi, campione del mondo da calciatore e vanto di Ostia, oltre che bandiera dei giallorossi, ritenta l'avventura in panchina dopo l'esonero alla Spal

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Foto fonte profilo instagram ufficiale As Roma: con questa foto la società di Trigoria annuncia Daniele De Rossi come nuovo allenatore dei giallorossi al posto di Mourinho.

La famiglia Friedkin, plenipotenziaria dell’As Roma, ricchissimi proprietari yankee ai quali solo la Uefa con i suoi “paletti finanziari” impedisce di spendere, è passata dal silenzio ai fatti, e sta ribaltando la squadra giallorossa come un calzino. A detta dei detrattori, stanno tentando una vera e propria “americanata”.

Daniele De Rossi, campione del mondo da calciatore e vanto di Ostia, oltre che bandiera dei giallorossi, ritenta l’avventura in panchina dopo l’esonero alla Spal

Dopo aver annunciato alle 9.30 di un martedì 16 gennaio che i tifosi ricorderanno per sempre, che Mourinho non è più l’allenatore della società con base a Trigoria, poco prima delle 13.40 della stessa giornata, Daniele De Rossi, vanto di Ostia e della Roma stessa, Campione del Mondo con l’Italia, è stato nominato come nuovo coach.

L’ex centrocampista cuore e coraggio, romano e romanista oltre ogni limite, da oggi inizia un’avventura molto, molto importante, difficile e rischiosa, con un contratto a termine firmato fino al prossimo 30 giugno 2024 e tenta il rilancio di una carriera da allenatore bloccata sul nascere per diversi mesi, fino ad ora dall’insuccesso con tanto di esonero da parte della Spal.

Difatti, qualche mese fa, De Rossi si era già cimentato – e schiantato – contro uno spezzone della scorsa serie B, torneo notoriamente duro – conclusasi con la retrocessione in C degli estensi ferraresi, dopo la sua cacciata.

Chiaramente i tifosi giallorossi che ricordano questo particolare della retrocessione degli emiliani, alla prima assoluta di DDR in panchina, toccano ferro, ma tant’è, ormai è chiaro: appena hanno avuto qualcosa che reputavano buono in mano, i Friedkin si sono mossi, tagliando il rapporto con Mou che comunque scadeva a giugno e hanno deciso di voltare pagina.

De Rossi, cresciuto e legatissimo alla sua Ostia e ai colori dell’Ostiamare, sboccia calcisticamente nel settore giovanile giallorosso: con la Roma ha scritto pagine leggendarie, come la partita più bella giocata dalla Roma in Champions League negli ultimi 25 anni, quella magica notte romana terminata con il 3-0 al Barcellona di Messi, poi eliminato dalla competizione (dove tra l’altro aveva anche fatto gol). Tra DDR16 e Ostia c’è un legame indissolubile: qui puoi vedere la fotogallery degli esordi sul terreno di gioco dell’Ostiamare. 

Daniele De Rossi è anche un modo, innegabile, per tamponare la rabbia della tifoseria, per cercare di “tenerli buoni”, sostituendo un idolo (Mou) con un adorato “Figlio di Roma”, seppur con zero esperienza in panchina, tanta emotività da gestire e una rosa che casca a pezzi.

I piani alti di Trigoria cercavano e hanno probabilmente trovato un’altra figura simbolo che si mettesse a spada tratta a difendere la As Roma, uno che venisse ben accolto il  più possibile dai fan, come sempre è stato l’allenatore portoghese appena esononerato e sperano di averla trovata.

Di certo, quel che è evidente, è che De Rossi per la Roma e i suoi tifosi è stato un vanto da giocatore e cercherà di esserlo anche da allenatore, lui, che è figlio di papà Alberto, mago della Primavera giallorossa nella quale lui stesso ha giocato, lottato e segnato.

Lui, che da giovanissimo talento mandava in pachina il Pep Guardiola giocatore, non uno qualsiasi, quando il catalano ancora era calciatore e ha vestito anche la maglia con la lupa sul petto, ora proverà a fare da “profeta in patria”.

L’impresa, a occhio nudo, o rischia  di creare un fenomeno, o di affossargli la carriera da primo allenatore, visto che l’ambiente del tifo è da sempre caldo, figuratevi oggi, e che sabato pomeriggio gli toccherà debuttare senza mezza squadra, con il direttore sportivo dimissionario (Tiago Pinto andrà via appena finita la sessione invernale) e con un Verona con l’acqua  alla gola che viste le circostanze farà di tutto per tentare il colpo da 3 punti e scrollarsi dalla melma della lotta salvezza.

La confusione è tanta, le aspettative a prescindere altissime, gli squalificati sono due (Mancini e Cristante) e a De Rossi tocca un debutto di fuoco con due squadre affamate di punti come Hellas Verona in casa e la Salernitana di Filippo Inzaghi poi, oltre a uno spareggio da dentro o fuori in Europa League contro il Feyenoord.

Tempo poco, emozioni tante, non saranno mesi banali quelli del primo Daniele De Rossi allenatore romanista, siamo solo all’inizio di momenti che si annunciano vorticosi, dove davvero, non si conosce il finale e può succedere qualsiasi cosa.

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