Ostia, Lorenzo Moi morto investito dopo il ricovero al Grassi. I genitori: “No all’archiviazione”

Il giovane era morto investito a poche ore dal ricovero in ospedale: cosa è successo?

Il giovane morto investito dal bus Atac
Lorenzo Moi

Una morte che si poteva, e doveva, evitare. Ne sono certi i genitori di Lorenzo Moi, il 21enne di Casal Palocco, morto lo scorso gennaio investito da un bus sulla via del Mare a poche ore dal ricovero al Grassi dove era finito in preda a un improvviso scompenso psicologico. Per i genitori sarebbe bastato un Tso per evitare quella morte assurda.

Il giovane era morto investito a poche ore dal ricovero in ospedale: cosa è successo?

La procura di Roma, invece, tirando le somme, ha deciso di chiedere l’archiviazione del caso sollevando da ogni responsabilità non solo l’autista del bus che ha investito Lorenzo ma anche i medici e gli addetti alla sicurezza dell’ospedale a cui era stato affidato poche ore prima della tragedia.

I genitori di Lorenzo, non hanno però nessuna intenzione di rassegnarsi. Assistiti dall’avvocato Alessandro Marconi sono decisi a impugnare la decisione e chiedere un approfondimento dell’indagine.

Se solo lo avessero curato a dovere, se per lo meno ci avessero avvertiti nostro figlio sarebbe ancora con noi. Abbiamo affidato nostro figlio alle cure di un ospedale e invece lo hanno lasciato andare incontro alla morte. Non può essere colpa di nessuno”, ripetono.

Lorenzo Moi, chef e campione sportivo, era stato travolto e ucciso sulla via del Mare da un bus la notte del 12 gennaio 2023. Proprio poche ore dopo il ricovero all’ospedale Grassi di Ostia per un crollo psicologico.

La richiesta di archiviare il caso

Per la morte del 21enne ora la pm Eleonora Fini, titolare dell’indagine, ha chiesto l’archiviazione: nessuna responsabilità dell’autista, né dei medici che lo avrebbero dovuto assistere. Per la Procura è “uscito da solo” dall’ospedale. Mentre un video sembrerebbe provare il contrario. Che il ragazzo sia stato accompagnato fuori. Era in maniche corte, senza cellulare. Nessuna chiamata per avvertire i genitori.

Il giovane, Lollo per gli amici, viene ricoverato l’11 gennaio: versa in uno stato di forte agitazione. La cartella clinica del pronto soccorso parla di un paziente acuto. Sedato si addormenta. E i genitori vengono convinti ad allontanarsi.

A notte fonda, poco prima delle 2 Lorenzo, invece, è fuori dall’ospedale. La famiglia verrà avvertita un’ora dopo, troppo tardi per rintracciarlo. Intorno alle 4 il giovane cammina al centro della carreggiata sulla via del Mare e un bus lo investe.

I genitori sono certi che un diverso intervento dell’ospedale avrebbe evitato l’assurda tragedia. “Nulla ci ridarà Lorenzo, ma non vogliamo che succeda più”, ripetono i genitori del giovane.

Il 12 gennaio, giorno dell’anniversario della tragedia, saranno davanti al Tribunale: vogliono chiedere giustizia per il figlio.