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Roma, il ministro della Cultura sul Circo Massimo: in forse i prossimi concerti

Il ministro convoca una riunione urgente: al Circo Massimo accordi disattesi

Anche il ministro della Cultura dice “no” a nuovi concerti al Circo Massimo. “Travis Scott è un artista di successo e deve potersi esibire a Roma, ma credo che sarebbe stato meglio individuare una sede più adatta ai suoi spettacoli. La città di Roma ne ha molte da offrire”.

Il ministro convoca una riunione urgente: al Circo Massimo accordi disattesi

L’intervento del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, arriva in una intervista a “La Repubblica”, dopo le polemiche seguite al concerto del celebre rapper texano al Circo Massimo di Roma, che avrebbe fatto pensare al terremoto. Ad aprire il tema, che ha creato subito una spaccatura col Campidoglio e in particolare con l’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato favorevole all’utilizzo delle aree archeologiche, la direttrice del Parco archeologico del Colosseo, Alfonsina Russo: “Il Circo Massimo è un monumento, non uno stadio”.

Non porrei limiti di classificazione artistica, limitandoci alla classica o al balletto – ha detto il ministro – Al teatro San Carlo di Napoli si è esibito di recente Bono Vox, il leader degli U2, ed è stato un bellissimo spettacolo. Alla Scala c’è stato Paolo Conte ed è andato tutto bene. Lo stesso è accaduto un mese fa quando il maestro Riccardo Muti ha diretto un concerto al Teatro Grande di Pompei. Nel codice civile esiste una figura, si chiama il”’buon padre di famiglia”. Significa buonsenso, verifica attenta delle conseguenze ma anche evitare no pregiudizievoli per partito preso”.

Sangiuliano aggiunge che “alla direttrice Russo del Mic, competeva fornire solo un parere sotto il profilo della tutela del patrimonio archeologico, nell’ambito di un tavolo tecnico in cui è presente la Sovrintendenza capitolina che autorizza, in nome e per conto di Roma Capitale, la concessione d’uso degli spazi. Negli accordi c’erano precise prescrizioni, scritte nero su bianco, che sono state disattese”.

I salti vietati

Ossia, agli organizzatori dalla Russo era stato richiesto di “far presente agli artisti di evitare di sollecitare specifici movimenti del pubblico, in particolare salti in simultanea” per evitare sollecitazioni al terreno. “Quanto raccomandato non ha avuto però seguito”, secondo il ministro. Infatti i ragazzi, in sessantamila, si sono messi a saltare. Da qui la decisione: “Gli uffici competenti faranno le loro valutazioni. Il giorno di Ferragosto riunirò al ministero tutti i direttori generali, appuntamento alle 11, tra le tante questioni parleremo anche di questo”.

Sgarbi:“Sì ai concerti ma con restrizioni severe”

Non sono contrario, in linea di massima, a organizzare grandi concerti di massa, anche in luoghi come il Circo Massimo”. Dal sottosegretario al ministero della Cultura, Vittorio Sgarbi, intervistato dalla AdnKronos, arriva una sorta di “lasciapassare condizionato”, dopo che il concerto di lunedì sera a Roma del rapper Travis Scott – tra effetto terremoto, lo spray al peperoncino spruzzato da un vandalo che avrebbe causato una cinquantina di intossicati e un ragazzo senza biglietto rimasto infortunato nel tentativo di vedere da un parapetto fuori dall’area il concerto – ha riproposto il tema dei permessi per location come il Circo Massimo non nate per ospitare grandi concerti rock, pop o rap.

Occorre pretendere e avere certezze sulle modalità con cui questi concerti vengono organizzati, a cominciare dalle garanzie sulla sicurezza per il sito e per gli spettatori – sottolinea Sgarbi – Non sono per la repressione, ma per una regolarizzazione, con una commissione esperta che valuti preventivamente i piani presentati e risponda poi delle sue decisioni”.

In caso di omissioni da parte degli organizzatori, che siano previste multe salatissimeaggiunge – In sintesi, sì ai concerti ma con piani preventivi, controlli severi sulla sicurezza e sanzioni adeguate per chi non rispetta le regole fissate”.